Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, è eleggibile come nuovo presidente della FIGC. Come riporta l’ANSA, l’ANAC, l’Autorità nazionale anticorruzione, ha dato parere favorevole ufficializzando come non sussista nessuna problematica per quanto riguarda la cosiddetta norma pantouflage.
L’ANAC quindi risolve una questione che teneva ormai banco da diverse settimane e dopo la richiesta di parere in merito da parte del ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi e dopo che il Collegio del CONI si è definito non competente in merito.
«Ho appreso con soddisfazione il parere dell’Anac. Ognuno adesso può giudicare l’accaduto – ha commentato subito Malagò all’ANSA –. Ho sempre sostenuto la correttezza della mia posizione nel merito. Per mia conoscenza specifica della questione, mi ero rivolto in modo formale e informale a 11 soggetti diversi, titolati sull’argomento. E tutti mi avevano manifestato la loro certezza che non c’era alcun problema in merito. Ognuno adesso può giudicare l’accaduto».
Quindi ora è tutto pronto per le elezioni federali di lunedì 22 giugno che vedono come unici candidati Malagò, appunto, e l’attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete. Quest’ultimo aveva già fatto sapere che in caso di vittoria dell’ex numero uno del CONI non avrebbe presentato alcun ricorso.
«La disposizione citata rinvia alla previsione contenuta nell’articolo 29-bis della legge n. 262/2005, la quale, letta in combinato disposto con la norma di rinvio, richiede che il rapporto avviato al termine dell’incarico presso l’organo collegiale rientri tra i «rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego – dice l’Anac –. Considerato il tenore letterale della disposizione gli incarichi di presidente o di membro di organi collegiali degli enti privati in destinazione non sono riconducibili ad alcuna delle suddette categorie. Ne consegue che, nel caso di specie, difetta uno dei presupposti di applicabilità della disciplina delle incompatibilità successive prevista dall’articolo 3, comma 3-bis, decreto-legge n. 25/2025, con ciò rendendo non necessario l’esame degli ulteriori presupposti richiesti dalla disposizione medesima».