La Samp chiude il bilancio 2025 in rosso di 45 milioni: Tey vuole la Serie A entro il 2028

L’imprenditore di Singapore dal 2024 ha immesso nel club una cifra pari a oltre 110 milioni di euro e punta al ritorno nella massima serie.

bilancio 2025 sampdoria
(Foto: Simone Arveda/Getty Images)

Dopo l’uscita di scena di Matteo Manfredi, il pilastro finanziario della Sampdoria rimane unicamente Joseph Tey. L’imprenditore di Singapore, nonostante abbia dato mandato a un advisor di sondare il mercato in vista di una possibile cessione del club, non ha mai fatto mancare il suo sostegno economico alla società blucerchiata. E i conti della Samp sono tutt’altro che positivi, visto che, come riporta Il Secolo XIX, anche il bilancio 2025 si è chiuso con un rosso di oltre 45 milioni di euro.

Il sostegno da parte di Tey, come messo nero su bianco nel bilancio chiuso al 31 dicembre dello scorso anno, è garantito fino alla stagione 2026-27. Da lì, a meno di cambi di strategia, toccherà al nuovo socio di maggioranza o proprietario unico che lo stesso Tey sta cercando sul mercato. Ma esiste un altro punto sul futuro della Sampdoria e riguarda il piano strategico definito dalla proprietà e approvato dal CdA blucerchiato che ha come pietra miliare la promozione in Serie A entro il 2028. E, come si vede, le due date non coincidono, visto che di mezzo c’è un buco di una stagione.

Bilancio 2025 Sampdoria – Il piano industriale e il sostegno economico di Tey dal 2024 a oggi

Il sostegno economico si interromperebbe attualmente a marzo 2027, chiusura prevista per il bilancio 2026, mentre l’orizzonte temporale per una promozione in Serie A è fissato nel 2028, come ribadito a più riprese da Tey negli scorsi mesi. E anche il piano industriale presente nel bilancio 2025 conferma questo orizzonte temporale: la Sampdoria disputerà ancora il campionato di Serie B nel 2026/27 e conquisterà la promozione al termine della prossima stagione. Ma la analisi prudenziale elaborata dalla società contempla persino l’eventualità di una permanenza in B per un ulteriore anno.

Come detto, nel frattempo, Tey non ha fatto mancare il suo apporto ai conti della Sampdoria. Alla data di approvazione del bilancio, il 28 maggio scorso, la controllante Blucerchiati SpA aveva già erogato 112,9 milioni di euro di finanziamenti soci dal 2024 a oggi. Solo nel corso dell’ultimo esercizio sono stati immessi ulteriori 16,8 milioni per sostenere il fabbisogno di capitale circolante. A ciò si aggiunge un ulteriore finanziamento sottoscritto il 3 marzo 2026, che mette a disposizione della Sampdoria fino a 20 milioni di euro per far fronte agli impegni finanziari della stagione 2025/26. La controllante ha inoltre rinunciato al rimborso di 37,6 milioni di euro di finanziamenti soci, trasformandoli di fatto in patrimonio e rafforzando la struttura patrimoniale della società.

Ma, nonostante questi interventi, il patrimonio netto resta negativo per 33,5 milioni di euro, mentre l’indebitamento complessivo raggiunge quota 169,9 milioni, di cui circa 63 milioni verso il sistema bancario e 46,5 milioni rappresentati da finanziamenti soci. Il patrimonio netto negativo e la perdita dell’esercizio avrebbero fatto scattare le previsioni dell’articolo 2446 del Codice Civile, relativo alle perdite superiori a un terzo del capitale sociale. La continuità aziendale viene però garantita dagli impegni assunti dalla proprietà attraverso nuovi aumenti di capitale e dalla disponibilità residua di circa 65 milioni di finanziamenti soci.

Bilancio 2025 Sampdoria – Il nodo plusvalenze e le operazioni con la Juve

Ma se il presente è garantito dal sostegno economico di Tey, il futuro della Sampdoria dipende ovviamente dalla sostenibilità del modello economico. Nel bilancio 2025 viene indicato esplicitamente che una delle cause del pesante passivo è il mancato raggiungimento degli obiettivi di player trading. Le plusvalenze realizzate nel 2025 si sono fermate a circa 700mila euro, contro i 4,3 milioni del 2024. Ancora più significativa è la nota che evidenzia come le operazioni concluse tra il mercato invernale 2024/25 e quello estivo 2025/26 abbiano prodotto un impatto economico negativo complessivo di circa 900mila euro tra plusvalenze e minusvalenze.

A fronte di plusvalenze quasi inesistenti, la Sampdoria ha registrato oltre 7,3 milioni di euro derivanti da bonus collegati ai prestiti e alle performance dei calciatori, più del doppio rispetto ai 3,5 milioni dell’anno precedente. Da un lato il bilancio identifica l’assenza di plusvalenze come una delle cause del deficit. Dall’altro, una parte rilevante dei ricavi deriva da introiti immediati legati a bonus e premi contrattuali. Due approcci differenti: il primo orientato alla costruzione di valore nel medio periodo, il secondo alla ricerca di liquidità immediata.

Infine, la stessa governance attuale riconosce nel piano industriale che il riequilibrio finanziario dovrà passare da una gestione rigorosa del monte ingaggi e da un’attività di player trading «sistematica e crescente», basata sull’acquisto, la valorizzazione e la successiva cessione di giovani talenti. Un modello che in passato aveva rappresentato uno dei punti di forza della Sampdoria. Infatti, tra il 2016 e il 2020 il club generò plusvalenze per oltre 199 milioni di euro complessivi grazie a operazioni come Schick, Andersen, Skriniar, Torreira, Praet, Muriel e Damsgaard. In quegli anni il player trading contribuiva regolarmente a risultati economici positivi compresi tra i 17 e i 45 milioni annui. Oggi quei ricavi non esistono più e il differenziale viene colmato quasi esclusivamente dagli interventi della proprietà.

Nel bilancio viene infine citata una verifica della Guardia di Finanza conclusa nel settembre 2025 e relativa al periodo compreso tra il 2019 e il 2024. L’attività ispettiva ha portato all’emissione di un processo verbale di constatazione riguardante alcuni aspetti fiscali, comprese operazioni di mercato realizzate con la Juventus tra il 2019 e il 2020. Gli amministratori ritengono tuttavia corretto l’operato della società e, confidando di chiarire ogni contestazione nelle sedi competenti, hanno deciso di non effettuare accantonamenti al fondo rischi.