Il Mondiale 2026 sarà il più grande di sempre non solo sul piano sportivo, ma anche su quello economico. L’allargamento del torneo a 48 squadre e la distribuzione su tre Paesi ospitanti hanno trasformato la prossima Coppa del Mondo in un volano commerciale senza precedenti per la FIFA, ma anche in un evento dal potenziale impatto macroeconomico globale.
Secondo l’analisi ex ante promossa da FIFA e World Trade Organization, la competizione dovrebbe generare un output economico lordo globale pari a 80,1 miliardi di dollari e un contributo al PIL mondiale di 40,9 miliardi di dollari. La stessa analisi stima inoltre la creazione di 824mila posti di lavoro equivalenti a tempo pieno e 9,4 miliardi di dollari di entrate pubbliche a livello globale.
Si tratta di effetti diretti, indiretti e indotti, legati sia alla spesa per l’organizzazione del torneo sia ai flussi turistici e alla domanda attivata lungo le catene del valore. Alla base dell’analisi c’è una spesa complessiva stimata in 13,9 miliardi di dollari, composta da circa 6,5 miliardi di costi legati direttamente al Mondiale e 7,5 miliardi di spese turistiche connesse all’evento.
La stima considera, tra le altre ipotesi, oltre 6,5 milioni di spettatori negli stadi, una quota del 40% di presenze straniere e una permanenza media di 12 giorni per i visitatori. Il peso maggiore dovrebbe concentrarsi sugli Stati Uniti, che ospiteranno la quota più ampia delle partite. Per l’economia americana, lo studio prevede un output lordo di 30,5 miliardi di dollari, un contributo al PIL di 17,2 miliardi, 185mila posti di lavoro equivalenti a tempo pieno e 3,4 miliardi di dollari di entrate pubbliche.
Non tutti gli osservatori, però, condividono le previsioni più ottimistiche. Nel settore alberghiero americano permane infatti lo scetticismo sugli effetti reali della competizione, con alcune analisi che segnalano una domanda di prenotazioni inferiore alle aspettative nelle città coinvolte.
Al netto delle valutazioni sull’impatto economico complessivo, la Coppa del Mondo 2026 rappresenta una macchina da ricavi senza precedenti per la FIFA. Secondo le stime dell’organizzazione, il torneo dovrebbe generare 8,9 miliardi di dollari di entrate, contribuendo in maniera decisiva al raggiungimento dell’obiettivo di 13 miliardi di dollari di ricavi fissato per il ciclo 2023-2026.
Quanto valgono i Mondiali 2026: il peso del ticketing
Uno dei principali motori dei ricavi sarà rappresentato dalla biglietteria, anche per effetto dell’introduzione, per la prima volta in un Mondiale, di un sistema di dynamic pricing. I prezzi dei tagliandi variano infatti in base alla domanda, secondo un modello già diffuso nel mercato statunitense ma che sta facendo discutere.
Per molte partite, i biglietti sono già arrivati a costare migliaia di dollari, con alcune gare che risultano fino a dieci volte più care rispetto all’edizione disputata in Qatar. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha respinto le critiche sui prezzi sostenendo che il dynamic pricing rappresenta una pratica consolidata negli Stati Uniti e può contribuire a massimizzare i ricavi del torneo.
A rafforzare ulteriormente la strategia commerciale c’è anche la piattaforma ufficiale di rivendita predisposta dalla FIFA. L’organizzazione incassa una commissione pari al 15% del valore della transazione sia dal venditore sia dall’acquirente, aumentando così il rendimento economico anche sul mercato secondario.
La domanda, almeno sulla carta, resta imponente. La FIFA ha dichiarato di aver ricevuto oltre 500 milioni di richieste di biglietti, anche se con il torneo alle porte risultano ancora disponibili centinaia di migliaia di tagliandi solo per la fase a gironi. Complessivamente, la FIFA stima di ricavare 3 miliardi di dollari da ticketing e hospitality.
Quanto valgono i Mondiali 2026: diritti media e sponsorship
Un’altra voce centrale del business sarà rappresentata dai diritti televisivi. La FIFA rivendica gli ascolti della finale del 2022, seguita complessivamente da 1,5 miliardi di persone, e punta a sfruttare l’ampliamento del torneo per aumentare ulteriormente la platea globale.
Per il Mondiale 2026 sono già stati chiusi accordi televisivi in oltre 175 territori. Secondo le stime di Ampere Analysis, i ricavi da diritti media potrebbero raggiungere i 3,8 miliardi di dollari, con una crescita del 22% rispetto all’edizione disputata quattro anni fa, mentre la FIFA aveva messo in preventivo di ottenere una cifra leggermente superiore, pari a 3,9 miliardi.
Sul fronte sponsorship, il Mondiale 2026 sarà il primo torneo maschile organizzato nell’ambito della nuova struttura commerciale della FIFA, pensata per offrire maggiore flessibilità agli sponsor e ampliare le possibilità di attivazione.
Il portafoglio commerciale è ora articolato su più livelli: partner globali di primo livello attivi su tutti gli eventi FIFA, sponsor specifici del torneo e sostenitori con diritti di attivazione limitati ai singoli mercati nazionali. Una struttura che consente di moltiplicare le opportunità di vendita e di valorizzare meglio i diversi territori.
La FIFA ha quasi esaurito l’intero inventario commerciale e prevede di realizzare i ricavi da sponsorizzazione più alti mai registrati per un singolo evento sportivo. Ampere Analysis stima che questa voce possa arrivare a 2,4 miliardi di dollari, in aumento del 37% rispetto al Mondiale 2022, mentre la FIFA nel budget era rimasta maggiormente prudente, stimando poco meno di 2 miliardi di dollari cumulando sponsorship e licensing.
Quanto valgono i Mondiali 2026: premi record per le Nazionali
Il nuovo format, che aumenterà il numero di partite e l’estensione complessiva della manifestazione, porterà anche a un incremento significativo dei costi. Il budget di spesa del torneo è stimato in 3,76 miliardi di dollari, una cifra che rende l’edizione 2026 la più onerosa nella storia della competizione.
Una parte delle risorse generate sarà redistribuita tra le Nazionali partecipanti. La FIFA distribuirà alle 48 squadre un pacchetto record da 871 milioni di dollari tra premi, bonus di qualificazione e contributi organizzativi, con ogni Nazionale qualificata che incasserà almeno 12,5 milioni di dollari. Si tratta di 2 milioni di dollari in più rispetto a quanto garantito alle partecipanti del Mondiale 2022 in Qatar.
Il montepremi sarà pari a 622 milioni di dollari, il livello più alto mai raggiunto nella storia del torneo. La Nazionale vincitrice potrà arrivare a incassare complessivamente 53,5 milioni di dollari, vale a dire 11,5 milioni in più rispetto a quanto ricevuto dall’Argentina quattro anni fa.
La Coppa del Mondo 2026 assume così una dimensione mai vista prima. L’allargamento del numero di partecipanti, da un lato, moltiplica i costi organizzativi; dall’altro, offre alla FIFA la possibilità di generare entrate senza precedenti e di trasformare il torneo in uno degli eventi economici più rilevanti dell’anno.