A partire da mezzogiorno di ieri ha preso ufficialmente il via la conferenza dei servizi preliminare chiamata a valutare il progetto della Lazio per lo stadio Flaminio, che Claudio Lotito vuole far diventare la nuova casa della società biancoceleste.
Come riporta Il Tempo, per trasformare il Flaminio nel nuovo stadio della Lazio, la società di Lotito ha annunciato un investimento di 480 milioni di euro e soluzioni architettoniche finalizzate ad aumentare la capienza fino a 50mila posti, garantendo il rispetto del disegno di Antonio e Pier Luigi Nervi. Ma proprio i vincoli che sull’impianto rischiano di essere lo scoglio più difficile da superare in questa fase dell’iter, dove bisogna ottenere anche il parere favorevole, con prescrizioni o meno, della Sovrintendenza statale. Temi che saranno affrontati in un secondo momento.
Infatti, la seduta di ieri – durante la quale ha preso la parola anche il patron della Lazio Lotito, che ha ribadito il valore aggiunto che la riqualificazione del Flaminio rappresenterebbe per l’intera città – è stata più che altro introduttiva e non si è entrati nel merito di nodi specifici. É emerso inoltre che non verrà approfondito in questa sede (perché non é previsto dall’iter) il piano economico-finanziario redatto dalla Lazio, documento che affronta la sostenibilità dell’opera e le fonti di finanziamento.
A occuparsi di quest’ultima parte sarà direttamente il Comune di Roma, ma solamente a latere della conferenza e probabilmente con il supporto di enti specializzati, mentre trapela già la possibilità che nei prossimi giorni gli uffici comunali chiedano alla società biancoceleste alcune specifiche sul contenuto dello stesso piano. La Lazio potrebbe dover argomentare meglio le voci relative a costi e ricavi, spiegando come si arriva ai numeri riportati nelle tabelle.
Nel frattempo, la conferenza del servizi andrà avanti per i prossimi 45 giorni, più eventuali proroghe, per acquisire tutti i pareri tecnici necessari, tra i quali quello relativo alla mobilità nel quartiere. Se arriverà il via libera, la Lazio potrà passare a redigere il progetto definitivo, ma a quanto pare il Campidoglio è orientato ad avviare anche per il Flaminio, com’è già avvenuto per lo stadio della Roma a Pietralata, una fase di dibattito pubblico in cui tutti gli interessati potranno dire la propria sul progetto. Nel caso della Roma, ai 10 incontri organizzati in due mesi parteciparono circa 700 persone e la procedura si concluse con una relazione finale, di cui la giunta capitolina ha preso atto con una delibera. Per il Flaminio, sottolineano fonti del Campidoglio, potrà essere sviscerato pubblicamente qualsiasi aspetto del progetto, incluso quello economico-finanziario.
Tornando all’iter in corso, nel caso in cui la conferenza preliminare si concluda positivamente, lo step successivo sarà la dichiarazione di pubblico interesse prima in Giunta e poi in Assemblea capitolina. Poi si dovrebbe passare al Procedimento autorizzatorio unico (Paur), che unisce conferenza dei servizi decisoria e valutazione di impatto ambientale, procedura in cui è appena entrato il progetto a Pietralata della Roma.