Il colosso dell’automotive Stellantis (di cui Exor è primo azionista) si prepara a presentare il nuovo piano industriale nel corso dell’Investor Day in programma giovedì ad Auburn Hills, negli Stati Uniti. Un appuntamento particolarmente atteso dal mercato dopo mesi segnati da rallentamento della domanda, pressioni sui margini e incertezze legate al contesto macroeconomico e geopolitico.
Secondo un report pubblicato da Equita, i principali temi al centro della presentazione riguarderanno soprattutto il contenimento dei costi, la strategia industriale in Europa e Nord America, le partnership con i produttori cinesi e la revisione della politica di allocazione del capitale.
Gli analisti ritengono che Stellantis possa fornire maggiori dettagli sugli effetti delle ristrutturazioni annunciate lo scorso anno, oltre a eventuali nuove misure di efficientamento necessarie per fronteggiare l’aumento dei costi di materie prime, energia e trasporti.
Attenzione anche alla strategia legata alle alleanze industriali. Equita si aspetta chiarimenti sulla partnership recentemente annunciata con Leapmotor e sul memorandum d’intesa non vincolante con Dongfeng Motor Corporation. Secondo gli analisti, non è escluso che il gruppo possa valutare ulteriori accordi strategici nei prossimi mesi.
Uno dei dossier principali riguarderà inoltre l’Europa. Gli analisti ipotizzano che Stellantis possa intervenire ulteriormente sulla capacità produttiva installata, anche attraverso possibili cessioni di impianti, maggiore condivisione di piattaforme, attività di ricerca e sviluppo e acquisti comuni. Per quanto riguarda il Nord America, si ritiene invece che la strategia sia già stata in gran parte definita sul fronte prodotti, riduzione dei costi e piano capex.
Particolare attenzione sarà riservata anche alla revisione dell’allocazione del capitale. Il mercato guarda infatti alle indicazioni sul livello medio degli investimenti, alla gestione del capitale circolante e soprattutto al ritorno del dividendo. Una parte del consensus si aspetta infatti che Stellantis possa tornare a distribuire cedole già dal 2026.
Nel documento viene inoltre evidenziato come il gruppo potrebbe confermare un rapporto tra liquidità disponibile e ricavi intorno al 25-30% del fatturato nel medio termine, dopo essere rimasto vicino al 30% tra fine 2025 e marzo 2026.
Altro tema chiave sarà l’aggiornamento sulla pipeline dei prodotti, incluso il mix tra motorizzazioni endotermiche, ibride ed elettriche. Secondo Equita, dalle recenti dichiarazioni emerge che nessuno dei 14 marchi del gruppo dovrebbe essere dismesso. Restano invece interrogativi sul posizionamento premium di Maserati e Alfa Romeo, che al momento non sembrerebbe rappresentare una priorità strategica.
Dal punto di vista finanziario, Equita sottolinea come le proprie stime siano superiori rispetto al consensus sia nel breve che nel medio periodo, ma evidenzia che il nodo principale riguarda la visibilità e la velocità del turnaround, soprattutto sul fronte del free cash flow. Secondo il consensus raccolto da Visible Alpha, il FCF sarebbe ancora negativo nel FY26 per circa 2 miliardi di euro, tornando positivo nel biennio successivo.
Gli analisti non escludono comunque possibili sorprese positive sul free cash flow, soprattutto in caso di crescita dei volumi, considerato che Stellantis opera tradizionalmente con un capitale circolante netto negativo.
Resta però elevata l’incertezza sul contesto generale. Come evidenziato nel report, il quadro macroeconomico e geopolitico continua infatti a limitare la visibilità sulle prospettive del gruppo, indipendentemente dai contenuti che verranno presentati nel nuovo piano industriale. In questo contesto, Equita mantiene sul titolo Stellantis una raccomandazione “HOLD”, con target price fissato a 7,60 euro rispetto a una chiusura di mercato pari a 6,4 euro.