Sono stati tutti assolti in Appello, perché il fatto non sussiste, gli imputati nel processo sulla scalata della Lazio che sarebbe avvenuta a cominciare dal 2005. Questa la sentenza emessa oggi pomeriggio dai giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Roma nei confronti di Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri, Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio.
In primo grado, nel gennaio 2015 erano state comminate condanne da 4 anni e 2 mesi a 2 anni e due mesi. Fra gli imputati c’erano i capi ultras degli Irriducibili accusati di tentata estorsione, fra cui Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 nel parco degli Acquedotti e per il quale oggi i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per morte dell’imputato. Sempre oggi, il presunto killer di Piscitelli è stato assolto in appello dopo la condanna all’ergastolo comminategli in sede di primo grado.
Tornando alla scalata della Lazio, nei confronti di Di Cosimo è stato dichiarato inoltre il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per uno dei capi d’accusa. La procura generale alla scorsa udienza aveva chiesto, invece, la conferma delle condanne di primo grado.
Secondo l’accusa, i quattro avevano sostenuto il gruppo d’acquisto nato intorno all’ex bomber biancoceleste Giorgio Chinaglia, provando a spingere Claudio Lotito a svendere il club a suon di minacce, in cambio di posti nella futura dirigenza. I giudici di secondo grado però hanno assolto i tre ex ultras.