Nella giornata di ieri è salita alla ribalta la proposta dell’inviato speciale dell’amministrazione Trump Paolo Zampolli di ripescare l’Italia al posto dell’Iran in vista dei Mondiali 2026 che si giocheranno fra Stati Uniti, Messico e Canada a partire dal prossimo 11 giugno.
Una ipotesi che da un lato la FIFA non ha preso nemmeno in considerazione, viste anche le recenti parole di Gianni Infantino sulla questione Iran, e che dall’Italia diversi vertici istituzionali – dai ministri Giorgetti e Abodi al presidente del CONI Buonfiglio – hanno seccamente respinto. E ora arriva la smentita diretta di Donald Trump, che alcuni analisti dichiaravano possibilità sul ripescaggio della Nazionale per riavvicinare l’Italia all’amministrazione USA dopo il recente strappo fra lui e la premier Meloni in merito alla guerra in Iran.
«Non ci sto pensando più di tanto», il commento di Trump al Financial Times a una domanda diretta in merito alla proposta di Zampolli. «Nessuna comunicazione proveniente dagli USA ha detto alla nazionale iraniana che non può venire negli Stati Uniti – ha aggiunto Marco Rubio, segretario di Stato, su invito di Trump –. Tuttavia non so da dove provenga questa voce».
Un invito diretto quindi, dopo che nelle scorse settimane lo stesso Trump aveva dichiarato che sebbene non ci sarebbero stati problemi di sicurezza per la nazionale iraniana, che dovrà disputare il proprio girone fra Los Angeles e Seattle, la sua presenza sul territorio degli USA sarebbe stata comunque «non opportuna». Una marcia indietro secca quindi dell’amministrazione Trump con Rubio che ha chiuso dicendo «gli atleti sono i benvenuti, ma non vogliamo persone legate ai pasdaran». Ora si attende la decisione finale da parte dell’Iran sulla partecipazione o meno della propria nazionale ai Mondiali.