Chi è Giovanni Malagò, il candidato della Serie A per la presidenza della FIGC

Ecco chi è il dirigente scelto dalle società di Serie A per la corsa alla presidenza della Federcalcio.

Chi è Giovanni Malagò
(Foto: David Ramos/Getty Images)

L’assemblea della Lega Serie A che si è tenuta oggi a Milano ha decretato Giovanni Malagò come il candidato dei 20 club del campionato alla presidenza della FIGC, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, successive alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva. Un nome che ha messo d’accordo le società, nonostante l’incognita legata al gradimento nei suoi confronti da parte dell’esecutivo Meloni. 

Ora bisognerà capire se l’ex presidente del Coni troverà sostegno anche tra le altre componenti federali. Ma chi è Giovanni Malagò? Qual è la sua storia? Imprenditore, dirigente sportivo e per oltre un decennio figura centrale dello sport italiano, Malagò è stato indicato dai club della prima serie calcistica italiana come la figura ideale per il futuro del calcio nel Paese. 

Chi è Giovanni Malagò? La carriera del dirigente sportivo

Nato a Roma il 13 marzo 1959, Malagò proviene da una famiglia con forti legami con lo sport e con l’imprenditoria. Suo padre Vincenzo è stato per anni vicepresidente della Roma – squadra di cui Malagò è tifoso – e fondatore del gruppo Samocar, attivo nel settore automobilistico. A proposito della sua fede calcistica, Malagò dichiarò in un’intervista di qualche anno fa: «Trovo penoso nascondere la propria fede calcistica quando si ottiene popolarità o si ricoprano cariche pubbliche. Basta non essere faziosi, e io non lo sono: me lo riconoscono tutti». 

Dopo gli studi al liceo scientifico, Malagò ha intrapreso un percorso universitario in Economia e Commercio, completato successivamente con laurea conseguita all’Università di Siena. Fin da giovane ha affiancato agli studi una intensa attività sportiva. In particolare, si è distinto nel calcio a 5, disciplina nella quale ha conquistato tre Scudetti con la Roma RCB e quattro Coppe Italia. Con la nazionale italiana di futsal ha partecipato anche al Mondiale del 1986 disputato in Brasile.  

Terminata la carriera agonistica, Malagò ha intrapreso quella imprenditoriale e dirigenziale. Storica per altro la sua amicizia con Luca Cordero di Montezemolo e la vicinanza con l’avvocato Giovanni Agnelli. È diventato amministratore delegato della Samocar, società fondata dal padre e specializzata nella distribuzione di auto di lusso, e parallelamente ha iniziato a ricoprire incarichi sempre più rilevanti nel mondo dello sport. Tra questi, la presidenza del Circolo Canottieri Aniene e la guida del comitato organizzatore degli Internazionali d’Italia di tennis.  

Il Circolo Canottieri Aniene, in particolare, è considerato uno dei club sportivi più influenti d’Italia non solo per i risultati sportivi, ma soprattutto per il peso politico, economico e relazionale che ha nel mondo dello sport italiano. L’Aniene è noto infatti per essere un punto di incontro tra dirigenti sportivi, imprenditori e figure istituzionali. Nel corso degli anni è diventato uno dei centri informali di relazioni più importanti. 

Tra i soci o frequentatori del club ci sono stati dirigenti di primo piano, tra cui lo stesso Giovanni Malagò, che ne è stato appunto presidente dal 1997 al 2016. 

Il salto definitivo nella governance sportiva arriva nel 2013, quando viene eletto presidente del CONI battendo a sorpresa il segretario generale Raffaele Pagnozzi. Durante la sua gestione, Malagò è diventato una delle figure più influenti dello sport italiano, venendo confermato per più mandati (fino a giugno 2025, quando il suo posto è stato preso da Luciano Buonfiglio) e assumendo anche un ruolo internazionale. Dal 2019 al 2026, è stato infatti membro del board Comitato Olimpico Internazionale. 

Tra i dossier più importanti della sua carriera c’è anche l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, per i quali ha presieduto il comitato organizzatore della Fondazione Milano Cortina, diventando uno dei principali promotori dell’evento che ha riportato i Giochi in Italia.  

Nel corso degli anni Malagò ha avuto anche un ruolo diretto nella gestione di momenti critici del calcio italiano. Nel 2018, durante la crisi istituzionale della federazione, il CONI intervenne nominando un commissario straordinario alla guida della FIGC e lo stesso Malagò fu commissario della Lega Serie A per alcuni mesi, fino al ritorno alla normale governance. 

Esperienza manageriale, relazioni consolidate nello sport internazionale e una lunga attività ai vertici del sistema sportivo italiano sono alcuni degli elementi che oggi rendono Malagò un candidato considerato forte dai club di Serie A per la guida della federazione calcistica.