A dieci giorni dalle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della FIGC, entra nel vivo la corsa alla guida del calcio italiano. Il primo passaggio chiave è rappresentato dall’assemblea della Lega Serie A in programma oggi a Milano, un appuntamento destinato a influenzare anche le scelte delle altre componenti federali in vista delle elezioni del 22 giugno.
Come sottolineato da Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend, la Serie A è orientata a sostenere la candidatura di Giovanni Malagò. Una decisione maturata in tempi piuttosto rapidi e con un consenso insolitamente ampio tra i club, elemento che potrebbe avere un peso significativo negli equilibri politici del sistema federale, anche se rimane il nodo del gradimento del governo nei confronti dell’ex presidente del Coni.
L’eventuale sostegno compatto dei club di massima serie potrebbe avere effetti anche sulle altre componenti. In particolare, sull’Associazione Italiana Calciatori guidata da Umberto Calcagno, che in assemblea elettiva dispone di un importante 20% dei voti. Finora l’AIC ha mantenuto una posizione attendista, ma una forte spinta della Serie A verso Malagò potrebbe favorire un allineamento dei calciatori, anche alla luce dei rapporti consolidati dell’ex presidente del Coni con diversi tesserati.
Uno scenario simile potrebbe riguardare anche l’Associazione Italiana Allenatori Calcio presieduta da Renzo Ulivieri, che nell’assemblea federale pesa per il 10% delle preferenze. All’interno dell’AIC, tuttavia, come spiega La Gazzetta dello Sport, resta viva l’idea di un presidente proveniente direttamente dal mondo dei calciatori. In quest’ottica il nome più citato è quello di Demetrio Albertini, seguito da Damiano Tommasi. Entrambi hanno già ricoperto incarichi in federazione e si sono candidati in passato alla guida della FIGC. Albertini fu sconfitto nel 2014 da Carlo Tavecchio, mentre Tommasi partecipò alla tornata elettorale del 2018 insieme a Gravina e Cosimo Sibilia, elezione che si concluse senza una maggioranza e portò al commissariamento.
Nel frattempo, anche altre componenti attendono di conoscere il programma di Malagò prima di prendere posizione. La Lega Pro guidata da Matteo Marani, che rappresenta il 12% dei voti, e diversi presidenti della Serie B (6%) stanno valutando il quadro prima di definire una linea comune.
Diversa appare invece la posizione della Lega Nazionale Dilettanti presieduta da Giancarlo Abete. I dilettanti, che in assemblea pesano per il 34% dei voti, rappresentano il blocco elettorale più consistente e al momento il loro presidente non sembra favorevole all’eventuale arrivo di Malagò. In queste settimane Abete avrebbe lavorato per promuovere un candidato interno al sistema federale, senza escludere neppure una propria candidatura.
Sul fronte politico, infine, non mancano le prese di posizione. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi e il vicepremier Matteo Salvini hanno espresso perplessità sull’ipotesi Malagò. Qualora non emergesse un candidato in grado di battere Malagò, l’ipotesi strategica potrebbe essere quella di frammentare il voto per impedirgli di raggiungere la maggioranza del 51% e aprire così la strada a un commissariamento della federazione.