Il salvataggio di Banca Progetto, istituto di credito controllato da Oaktree (il fondo proprietario dell’Inter, anche se va ricordato che tutta l’operazione relativa a Banca Progetto è guidata da un team diverso e con strategie differenti rispetto a quello impegnato sul club nerazzurro), potrebbe essere rivisto dai principali istituti bancari italiani dopo che numerosi indiscrezioni parlano di nuovi possibili sviluppi dell’inchiesta che vede coinvolta la banca milanese. A riportalo è Bloomberg.
Fra le banche coinvolte nell’operazione al momento figurano Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM, Monte dei Paschi e BPER Banca. Questi istituti di credito, a inizio mese hanno inviato una lettera ai commissari nominati dalla Banca d’Italia che hanno il compito di supervisionare Banca Progetto, avvertendoli che l’accordo per il salvataggio raggiunto a inizio 2026 si basava su informazioni incomplete alla luce dei recenti e potenziali sviluppi.
Tutti e cinque gli istituti stanno ora chiedono ulteriori garanzie e una revisione dei termini dell’accordo originario stipulato con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). L’obiettivo di quest’ultimo, come dichiarato dal proprio direttore generale Alfredo Pallini è di concludere la questione entro la fine di questo mese.
Il piano di salvataggio è stato progettato per evitare il collasso di Banca Progetto, che alla fine del 2023 contava 5,4 miliardi di euro di depositi. Un fallimento dell’istituto porterebbe probabilmente all’intervento diretto del fondo interbancario, con costi complessivi maggiori per il sistema bancario stesso. Banca Progetto fu acquistata 10 anni fa da Oaktree Capital Management e aveva ampliato il proprio bilancio negli anni successivi alla pandemia grazie alla concessione di prestiti garantiti dallo Stato alle piccole imprese.
Tuttavia, nel 2025 le autorità italiane hanno posto l’istituto sotto amministrazione giudiziaria dopo la scoperta che alcuni finanziamenti pubblici erano stati concessi a società indirettamente gestite da individui presumibilmente legati alla ‘Ndrangheta. Queste accuse hanno fatto saltare la vendita della banca a Centerbridge Partners. Successivamente, la Banca d’Italia ha avviato una propria indagine e nel marzo 2025 ha disposto l’amministrazione straordinaria dell’istituto.
Dopo mesi di negoziati, Banca Progetto è riuscita a ottenere un aumento di capitale da 750 milioni di euro finanziato dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Il piano prevedeva anche un contributo di 40 milioni di euro ciascuna da parte delle cinque banche coinvolte, in cambio di una quota del 18% dell’istituto, mentre un ulteriore 10% sarebbe rimasto al FITD. Il progetto di salvataggio include inoltre un processo di riduzione del rischio, con la vendita di un ampio portafoglio di crediti deteriorati e la cartolarizzazione di prestiti in bonis garantita dal fondo interbancario.
Ora, il gruppo di banche sostiene che le dichiarazioni rilasciate il mese scorso da un procuratore di Milano durante un’audizione parlamentare abbiano cambiato significativamente il profilo di rischio dell’operazione. Il magistrato ha infatti avvertito che il piano non proteggerebbe la banca da ulteriori azioni legali, mentre l’indagine penale prosegue su presunte violazioni delle norme antiriciclaggio e su prestiti concessi a società legate alla criminalità organizzata.
Gli istituti coinvolti temono quindi di poter essere chiamati a versare ulteriori fondi per coprire eventuali sanzioni o responsabilità legali. Per questo motivo sono in corso negoziati con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per rivedere l’accordo prima del 27 marzo, data in cui gli azionisti dovranno votare il piano di ricapitalizzazione così come è stato concordato a inizio a anno.