Accuse di 130 violazioni del FPF, il City sfida la Premier: «Non ci aspettiamo sanzioni rilevanti»

Nessun accantonamento a bilancio da parte del City Football Group: «Gli amministratori non ritengono probabile che il caso comporti un futuro deflusso di risorse economiche».

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Pep Guardiola (Photo by Justin Setterfield/Getty Images)

Il Manchester City non teme sanzioni rilevanti dal procedimento legato alle accuse di 130 violazioni delle norme del Fair Play Finanziario inglese. Un caso che imbarazza la Premier League e che ha compiuto recentemente tre anni, senza che ancora si intraveda una sentenza da parte degli organi giudicanti.

Come detto, il club inglese non teme però sanzioni economiche, come emerge dal bilancio della capogruppo della società di Manchester: il City Football Group. Nel documento della holding al 30 giugno 2025, si legge che «di tanto in tanto il Gruppo può essere soggetto a vari procedimenti legali e richieste che sorgono nel normale corso dell’attività. Tutti questi casi avviati contro il gruppo vengono difesi con decisione e una passività viene registrata solo quando è probabile che il caso comporti un futuro deflusso di risorse economiche e che tale deflusso possa essere misurato in modo attendibile».

«Il 6 febbraio 2023, […] la Premier League ha deferito a una Commissione […] una serie di presunte violazioni delle Regole della Premier League da parte del Manchester City Football Club», prosegue la capogruppo nei conti della passata stagione.

«In risposta alle accuse – si legge –, il Manchester City Football Club ha diffuso una dichiarazione pubblica nella quale accoglie con favore l’esame della questione da parte di una Commissione indipendente, affinché valuti in modo imparziale l’ampio corpus di prove incontrovertibili esistenti a sostegno della propria posizione. Alla data di pubblicazione di questi bilanci, la Commissione indipendente è ancora impegnata nel processo di revisione della questione».

«Gli amministratori non ritengono probabile che il caso comporti un futuro deflusso di risorse economiche né che tale deflusso possa essere misurato in modo attendibile. Di conseguenza, in questi bilanci non è stato effettuato alcun accantonamento per eventuali passività che possano sorgere in relazione a quanto sopra», conclude.