Le ATP Finals cambiano tv: Mediaset in pole per i diritti in chiaro

Il gruppo di Cologno Monzese sarebbe pronto a superare la tv di Stato nella corsa ai diritti della manifestazione per la trasmissione free.

ATP Finals in chiaro
(Foto: Clive Brunskill/Getty Images)

Cambiare lato del campo, nel tennis, è normale. Anzi, in uno sport che si disputa su quattro superfici diverse, quasi inevitabile. Così anche i diritti di trasmissione in chiaro dell’evento più ricco del circuito, le Atp Finals, portate in Italia nel 2021 grazie al lavoro della Federtennis e al sostegno economico decisivo del governo, sembrano pronti a spostarsi dalla tv pubblica a quella privata.  

Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, la Rai potrebbe presto lasciare spazio a Mediaset, che avrebbe presentato ad Atp Media – la società che gestisce i diritti – un’offerta troppo vantaggiosa per essere rifiutata. In sostanza, Viale Mazzini sarebbe stata superata proprio sul traguardo dal gruppo di Cologno Monzese, che sarebbe pronto ad accaparrarsi i diritti in chiaro. Si tratta solamente della parte di trasmissione free, dal momento in cui la visione integrale della competizione rimane nelle mani di Sky fino al 2028.  

Una battuta d’arresto non da poco per la Rai, già alle prese con settimane complicate e con le polemiche seguite agli errori commessi durante la cerimonia inaugurale di Milano-Cortina 2026. Se l’affondo di Mediaset fosse confermato, sarebbe un vero colpo vincente: il tennis, sospinto dal boom di Jannik Sinner e dalla nuova generazione azzurra, cresce a ritmo sostenuto e teme sempre di meno il confronto con il calcio, da sempre lo sport dominante nel Paese. 

Gli ascolti lo dimostrano: le partite di cartello delle Atp Finals 2025 hanno per la prima volta messo in difficoltà lo share della Nazionale guidata da Gattuso, che tra l’altro rischia un’altra mancata qualificazione al Mondiale (i playoff di marzo daranno il loro verdetto).  

Assicurarsi la trasmissione in chiaro del torneo più seguito dagli italiani rappresenterebbe quindi un’operazione strategica, anche perché l’evento resterà nel nostro Paese almeno fino al 2030, tra Torino e una possibile candidatura di Milano. Un appuntamento molto amato dal pubblico, ma anche dal governo, interessato alla gestione dei ricavi.