Crolla il titolo di Stellantis a Piazza Affari dopo il profit warning con una perdita netta tra 19 e 21 miliardi di euro attesa per il secondo semestre, i maxi oneri da 22,2 miliardi per reimpostare il business più ampi del previsto, le guidance 2026 peggiori delle attese e la sospensione del dividendo a causa dei risultati. Alle 10.45, il titolo in Borsa della società guidata da John Elkann (e di cui Exor è il principale azionista) perde infatti il 23% a 6,28 euro per azione, risultato ai minimi addirittura dal 2020.
In particolare, Stellantis ha annunciato – in vista dei risultati dell’intero esercizio – oneri pari a circa 22,2 miliardi di euro nel 2025. E’ il costo del riposizionamento dell’azienda sull’elettrico: la nuova strategia ha portato, infatti, alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività. L’obiettivo – spiega Stellantis – è soddisfare le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole.
I risultati finanziari preliminari per il secondo semestre 2025 evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale, ma una perdita netta tra 19 e 21 miliardi e un cash flow dalle attività operative tra -2,3 e -2,5 miliardi. A causa della perdita netta 2025 non saranno distribuiti dividendi.
Il consiglio di amministrazione di Stellantis ha inoltre autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili, fino a un importo massimo di cinque miliardi di euro. Queste misure “contribuiranno a preservare una struttura patrimoniale e di liquidità robuste, mentre l’azienda è al lavoro per riportare il business a una generazione di free cash flow industriale positiva”.
La liquidità industriale disponibile chiude il 2025 a circa 46 miliardi, corrispondenti a un rapporto del 30% sui ricavi netti dell’anno, ovvero il livello più elevato dell’intervallo target del 25-30% definito dall’azienda.
Per il 2026 invece Stellantis prevede un aumento dei ricavi netti, margine Aoi e generazione di cassa, con un andamento in crescita dal primo al secondo semestre. In particolare la stima è di un aumento percentuale dei ricavi a una cifra media, di una crescita del risultato operativo rettificato a una cifra bassa che include una previsione di 1,6 miliardi di spese tariffarie nette (nel 2025 sono state di 1,2 miliardi) e di un miglioramento del free cash flow industriale nonostante il pagamento nel 2026 di 2 miliardi di oneri relativi al secondo semestre 2025. Nel 2027 la previsione è di un free cash industriale positivo.