Una partita che può decidere il futuro di entrambe nella Champions League 2025/26 ma che è anche una sfida tra due modelli economici differenti. Il Borussia Dortmund stasera ospiterà l’Inter nell’ultima giornata della league phase, in una gara che potrebbe essere decisiva per la qualificazione agli ottavi dei nerazzurri. Ma in tal senso è anche interessante andare a paragonare la situazione economica dei due club.
Il confronto economico tra Inter e Borussia Dortmund, basato sui dati della stagione 2024/25 e sull’analisi dei trend dell’ultimo decennio (2015/16–2024/25), mette in luce due percorsi profondamente diversi nel modo di generare valore, gestire i costi e strutturare la solidità finanziaria.
La stagione 2024/25: equilibrio sui ricavi, divario sui margini
Nel 2024/25 i due club viaggiano su livelli di fatturato molto simili. L’Inter chiude con 567,0 milioni di euro di ricavi totali, mentre il Borussia Dortmund si attesta a 573,8 milioni. La composizione delle entrate, però, racconta storie differenti.
I nerazzurri fanno leva soprattutto sui diritti televisivi, che valgono 264,4 milioni, contro i 227,2 milioni del club tedesco. Anche i ricavi da stadio vedono l’Inter nettamente avanti (98,8 milioni contro 55,2 milioni), a conferma del peso crescente di San Siro nelle strategie di monetizzazione. Il Dortmund, al contrario, costruisce il proprio vantaggio sul fronte commerciale, con 193,6 milioni contro i 142,3 milioni dell’Inter.

Sul piano operativo emerge il vero spartiacque. L’Inter realizza un EBITDA di 184,8 milioni, molto superiore ai 115,9 milioni del Borussia Dortmund, grazie a una struttura di costi più efficiente: i costi operativi totali incidono per circa il 67% dei ricavi, contro quasi l’80% dei gialloneri. Il risultato è un EBIT di 85,0 milioni per il club italiano, a fronte di appena 10,5 milioni per il Dortmund.
Dopo la gestione finanziaria e fiscale, l’Inter chiude l’esercizio con un utile netto di 35,4 milioni, mentre il Borussia Dortmund si ferma a 6,5 milioni: un dato positivo, ma lontano dai livelli di redditività dei nerazzurri nell’ultima stagione.
L’effetto Mondiale per Club e la spinta extra della Champions per l’Inter
La lettura dei dati della stagione 2024/25 va ulteriormente contestualizzata alla luce di un fattore comune: la partecipazione di entrambe al Mondiale per Club, che ha inciso in modo significativo soprattutto sui ricavi da diritti televisivi e, indirettamente, su alcune componenti commerciali.
Nel caso dell’Inter, però, a questo va sommata una spinta ulteriore e straordinaria: la finale di Champions League, che ha amplificato sia i premi UEFA sia l’appeal globale del club nel corso dell’esercizio. Un elemento che contribuisce a spiegare il livello particolarmente elevato dei ricavi audiovisivi e la forte crescita dell’EBITDA rispetto alla media storica.
Guardando alla composizione percentuale dei ricavi totali, emergono differenze strutturali rilevanti:
Inter
- Ricavi da diritti tv: 46,6% del totale
- Ricavi commerciali: 25,1%
- Ricavi da stadio: 17,4%
- Altri ricavi: 7,0%
- Player trading: 3,8%
Borussia Dortmund
- Ricavi da diritti tv: 39,6%
- Ricavi commerciali: 33,7%
- Ricavi da stadio: 9,6%
- Altri ricavi: 10,5%
- Player trading: 6,6%
Il dato conferma come l’Inter nel 2024/25 sia stata fortemente trainata dall’area sportiva e audiovisiva, mentre il Borussia Dortmund continui a poggiare il proprio modello su una base commerciale più ampia e stabile, con un peso minore dello stadio e una maggiore incidenza delle plusvalenze rispetto ai nerazzurri.
La struttura finanziaria a confronto
Se il conto economico 2024/25 premia l’Inter, per quanto riguarda lo stato patrimoniale la situazione è differente. Il Borussia Dortmund presenta debiti lordi per 289,3 milioni, con debiti finanziari limitati a 34,2 milioni e una posizione finanziaria netta sostanzialmente neutra (-13,5 milioni). Il patrimonio netto consolidato è solido e positivo, pari a 326,3 milioni, a testimonianza di un modello storicamente orientato alla stabilità.
L’Inter, invece, mostra un profilo diverso: debiti lordi per 660,0 milioni, di cui 366,5 milioni finanziari (legati al nuovo finanziamente emesso lo scorso giugno), con dati tuttavia in calo rispetto al recente passato. La liquidità (118,2 milioni) consente di mantenere un indebitamento finanziario netto di -248,4 milioni, mentre continua ad essere in miglioramento il patrimonio netto (negativo per 12,3 milioni a livello consolidato, ma positivo per 11,4 milioni a livello civilistico), eredità di anni di perdite rinviate per le norme del periodo Covid. Anche il cash flow 2024/25 evidenzia una differenza: 16,3 milioni per il Dortmund contro 3,1 milioni per l’Inter.
Il decennio 2015–2025: crescita accelerata dell’Inter, continuità Dortmund
L’analisi di lungo periodo aiuta a contestualizzare i numeri più recenti. Nell’arco di dieci stagioni, l’Inter ha vissuto una fortissima espansione dei ricavi: il fatturato totale passa da 239,8 milioni del 2015/16 a 567,0 milioni del 2024/25, con una crescita complessiva del +136% e un CAGR del 9%. Ancora più marcato l’aumento dei ricavi al netto del player trading, saliti del +172% (CAGR 11%), segnale di una progressiva diversificazione delle entrate strutturali.

Il Borussia Dortmund, partendo da una base più elevata, cresce in modo più graduale: i ricavi totali aumentano del +51%nel decennio, con un CAGR del 4%, mentre i ricavi “core” (al netto delle plusvalenze) segnano un +88% (CAGR 7%). Il modello tedesco resta fortemente sostenuto dal commerciale e dal player trading, sebbene quest’ultimo mostri una tendenza decrescente negli ultimi anni.

Il peso del player trading nel decennio
L’analisi dei trend 2015/16–2024/25 può essere ulteriormente arricchita osservando il contributo complessivo del player trading nel decennio, uno degli elementi che più distingue i due club.
Nel periodo considerato:
- Borussia Dortmund ha generato circa 842 milioni di euro da ricavi legati alla gestione dei calciatori.
- Inter si è fermata a circa 515 milioni di euro.
La differenza è superiore ai 320 milioni di euro a favore del club tedesco e riflette due approcci opposti:
- il Dortmund ha storicamente utilizzato il player trading come leva strutturale del modello economico, soprattutto nei cicli di crescita sportiva;
- l’Inter, pur ricorrendo alle plusvalenze, ha puntato con sempre maggiore decisione sull’espansione dei ricavi ricorrenti, riducendo negli ultimi anni il peso delle cessioni sul totale del fatturato.
Non a caso, nell’ultima stagione il player trading pesa solo per il 3,8% dei ricavi nerazzurri, contro il 6,6% del Borussia Dortmund, confermando una tendenza già visibile nel medio periodo.
La sfida futura: confermarsi e al tempo stesso invertire il paradigma
La sfida futura, per entrambe, è paradossalmente quello di invertire il paradigma delle ultime stagioni.
Per l’Inter, la vera sfida sarà ora confermare nel tempo i numeri di una stagione straordinaria dal punto di vista sportivo, segnata dalla finale di Champions League e dalla partecipazione al Mondiale per Club, evitando che il 2024/25 resti un picco isolato.
Il Borussia Dortmund, al contrario, è chiamato a dimostrare di poter spingere maggiormente sui risultati sportivi, utilizzandoli come moltiplicatore dei ricavi, dopo anni in cui la solidità economica e il player trading hanno rappresentato il fulcro del modello.
In sostanza, la partita dei prossimi anni sarà anche questa: provare a scambiarsi le parti rispetto al passato recente, con l’Inter chiamata alla continuità economico-finanziario e il Dortmund alla ricerca di un salto sportivo, oltre che economico, che possa permettere di tornare competitivi in campo.