Stellantis, crolla la produzione di veicoli in Italia: nel 2025 dati più bassi da 70 anni

«Si è scesi sotto le 400mila unità e il dato dell’auto non era così basso da oltre 70 anni», ha spiegato il segretario generale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano.

Stellantis produzione veicoli 2025
(Foto: Rudy Carezzevoli/Getty Images)

Nel 2025 la produzione di Stellantis in Italia è scesa sotto la soglia delle 380mila unità. Secondo il report della Fim-Cisl su produzione e occupazione negli stabilimenti italiani del gruppo, nell’arco dell’anno sono stati realizzati complessivamente 379.706 veicoli tra autovetture e commerciali, con un calo di circa il 20% rispetto al 2024. «Si è scesi sotto le 400mila unità – ha spiegato il segretario generale Ferdinando Uliano – e il dato dell’auto non era così basso da oltre 70 anni». 

Nel dettaglio, le autovetture hanno registrato una flessione del 24,5%, fermandosi a 213.706 unità, mentre i veicoli commerciali sono calati del 13,5% a quota 166.000. «Il risultato avrebbe potuto essere ancora peggiore – ha aggiunto Uliano – ma il lancio produttivo nell’ultimo trimestre della 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi ha consentito di recuperare parte delle perdite, che sarebbero state ben più consistenti dopo il crollo di circa un terzo delle produzioni auto nei primi nove mesi dell’anno». 

Un contributo positivo è arrivato anche dai veicoli commerciali, che nell’ultima parte del 2025 hanno recuperato circa dieci punti percentuali. Guardando ai singoli stabilimenti, solo Mirafiori segna un dato in crescita rispetto al 2024 (+16,5%), pur restando su livelli nettamente inferiori rispetto al passato. Tutti gli altri siti mostrano cali a doppia cifra, compresi tra il -13,5% di Atessa e il -47,2% di Melfi 

Nel complesso, in meno di due anni le produzioni si sono dimezzate rispetto al 2023, quando avevano raggiunto 751.384 veicoli, nonostante nei tavoli ministeriali fosse stato indicato l’obiettivo di 1 milione di unità. Una flessione particolarmente significativa che ha portato quasi la metà della forza lavoro del gruppo a essere coinvolta dagli ammortizzatori sociali.