Napoli, sospesa la Conferenza dei servizi sul nuovo stadio a Poggioreale

I dubbi principali non riguardano soltanto il tema dei parcheggi, che rischierebbero di rimanere inutilizzati per gran parte della settimana, ma soprattutto il destino del mercato Caramanico.

De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Si complica il percorso verso la realizzazione della nuova casa del Napoli Poggioreale. A mettere un freno al progetto è stata la Zes (Zona economica speciale), che ha deciso di sospendere ufficialmente la conferenza dei servizi relativa al progetto di fattibilità del nuovo stadio. La comunicazione è arrivata nella giornata di ieri. 

Come riporta l’edizione di Napoli de La Repubblica, il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Salvatore Puca, ha risposto alle osservazioni avanzate dal Comune nel corso dell’incontro del 18 novembre, chiarendo che la conferenza aveva carattere preliminare e non decisorio, e disponendo di conseguenza lo stop all’iter. In termini concreti, ciò comporta l’assenza, almeno per ora, di nuove convocazioni: senza modifiche sostanziali alla proposta del club, la situazione resterà congelata. 

I dubbi principali non riguardano soltanto il tema dei parcheggi, che rischierebbero di rimanere inutilizzati per gran parte della settimana, ma soprattutto il destino del mercato Caramanico. Dal progetto preliminare, come emerge dal verbale della riunione del 18 novembre, non risulta essere stata presa in considerazione la presenza di circa 500 aziende operanti all’interno dell’area mercatale. Un aspetto tutt’altro che secondario, visto che in gioco c’è il futuro di centinaia di famiglie e di un indotto significativo, come sottolineato anche dall’Associazione nazionale ambulanti, coinvolta dalla Zes nel procedimento. Al momento non esiste alcuna ipotesi concreta di ricollocazione del mercato e qualsiasi scelta dovrà necessariamente garantire la tutela dei lavoratori coinvolti. 

Lo stop rappresenta dunque una battuta d’arresto importante rispetto ai piani del Napoli, che ora dovrà valutare se rilanciare l’opzione Poggioreale o tornare a prendere in considerazione altre aree, come già avvenuto nei mesi passati, quando era stata esaminata l’ipotesi Afragola, in prossimità della stazione ferroviaria firmata da Zaha Hadid. Della situazione del capoluogo campano ne ha parlato anche Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend, sottolineando l’esclusione di Napoli dalle città in corsa per ospitare EURO 2032 e la complessità del suo caso. 

Sul fronte Fuorigrotta, intanto, non si registrano segnali di apertura da parte del club su un possibile investimento allo stadio Maradona. Il presidente Aurelio De Laurentiis, partito ieri per Riad insieme all’amministratore delegato Andrea Chiavelli in vista della Supercoppa Italiana, è stato netto nelle sue recenti dichiarazioni, definendo l’impianto un «semi-cesso». Il Comune, dal canto suo, resta disponibile al confronto e prosegue parallelamente con il proprio piano di riqualificazione integrale del Maradona. 

Sarà il presidente della Regione Fico a garantire le risorse per dotare Napoli di un impianto all’altezza: una capienza compresa tra 65 e 70mila posti, la rimozione della pista d’atletica – con possibile trasferimento a Bagnoli – e la creazione di spazi commerciali e di un museo del Napoli, per dare vita a una vera e propria “Maradona Experience”, sul modello del Bernabeu di Madrid.