Cdr La Stampa: «Kyriakou disinteressato al giornale, nuovo compratore in due mesi»

«Rispetto alle nostre richieste non è stata data alcuna garanzia sul futuro della testata, sui livelli occupazionali, sulla solidità del potenziale compratore».

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John Elkann (Foto: LUCA BRUNO/POOL/AFP via Getty Images)

Il sito della Stampa non è stato aggiornato fino alle 7 della giornata odierna, giovedì 11 dicembre, e il giornale non è uscito in edicola. E’ stata questa la decisione presa dal Comitato di redazione del quotidiano, al termine di una lunga assemblea che ha concluso «una giornata drammatica per la storia della nostra testata», si legge in una nota. 

«Dopo che nei giorni scorsi l’editore (Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, ndr) ha annunciato l’intenzione di cedere tutte le attività del gruppo (il gruppo Gedi, ndr)dopo lunghi mesi di trattative sempre smentite dall’azienda, il comitato di redazione nel tardo pomeriggio di mercoledì 10 dicembre ha incontrato il presidente del gruppo Gedi Paolo Ceretti, l’amministratore delegato Gabriele Comuzzo, l’amministratore delegato di Gnn Corrado Corradi e il responsabile del personale Alessandro Bianco per il primo confronto ufficiale sul tema. L’esito è stato sconcertante, sconfortante e umiliante per la redazione», prosegue il comunicato. 

Il Comitato di redazione ha sottolineato che «con nostro grande sconcerto nel corso dell’incontro è stato confermato che tutte le attività editoriali che fanno capo a Exor tramite Gedi sono in vendita. È in corso da tempo una trattativa con il gruppo greco AntennaUno e in parallelo si sta cercando un compratore per La Stampa a fronte del dichiarato disinteresse degli investitori greci per la nostra testata. L’obiettivo sarebbe di chiudere in parallelo le due operazioni di vendita nel giro di due mesi». 

«Rispetto alle nostre richieste non è stata data alcuna garanzia sul futuro della testata, sui livelli occupazionali, sulla solidità del potenziale compratore, sui destini delle attività messe in comune a livello di gruppo, dalle infrastrutture digitali alla produzione dei video, e quindi senza nessuna garanzia di poter continuare a svolgere il nostro lavoro così come abbiamo fatto fino a oggi. In gioco c’è una testata che ha scritto la storia del giornalismo con un forte radicamento territoriale e una proiezione internazionale che non può essere né svenduta né scaricata a un qualsiasi compratore», si legge ancora nel comunicato. 

La redazione ha fatto sapere che metterà in campo tutte le sue forze per difendersi con ogni mezzo da quello che considera un attacco senza precedenti alla sua dignità e a 150 anni di storia. 

In chiusura, un attacco all’AD di Exor John Elkann: «”A tutti coloro che conoscono e apprezzano il modo in cui La Stampa fa giornalismo, e anche a tutti coloro che hanno provato a colpire questo giornale, si può rispondere con chiarezza: La Stampa continuerà a informare i suoi lettori come ha sempre fatto con rigore, serietà e indipendenza”, diceva John Elkann meno di due settimane fa. Al contrario dell’editore, noi crediamo ancora in queste parole». 

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