Gedi verso i greci di Antenna: per Exor una possibile minusvalenza di 80 milioni

Il gruppo Antenna, controllato dal greco Theo Kyriakou in società con il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, ha rivisto la sua prima offerta portandola a circa 140 milioni, includendo La Stampa.

Elkann causa Thun
John Elkann (Photo by LUCA BRUNO/POOL/AFP via Getty Images)

La trattativa in esclusiva fra il gruppo Antenna, controllato dal greco Theo Kyriakou in società con il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, e Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann, in merito alla vendita del La Repubblica è scaduta domenica, ma nel frattempo è arrivato un rilancio da parte del compratore che non riguarda però la parte economica.

Infatti, come riporta l’edizione odierna de Il Domani, Antenna ha proposto a John Elkann di acquisire tutto il gruppo Gedi, ma senza aumentare la prima offerta. Ora la palla è nel campo di Exor che dovrà decidersi il da farsi, con una deadline, non ufficiale, fissata per fine anno. Il gruppo Gedi ha il suo interno, tra emittenti radiofoniche e giornali: Radio Deejay, M20, Radio Capital, La Repubblica, La Stampa, Limes, One Podcast, Huffington Post, National Geographic Italia e molte altre testate.

Nei discorsi fra le parti è stata inclusa anche La Stampa (insieme all’Huffington Post), considerata in un primo momento fuori da ogni discorso, visto che Kyriakou lo considerava un giornale ibrido. Nazionale sì, ma venduto quasi solamente in Piemonte e con una situazione finanziaria molto difficile, con più debiti del competitor interno. Proprio per questo, Exor aveva intavolato una discussione per il giornale torinese con Enrico Marchi, presidente dell’editore Nem che ha già comprato sei quotidiani locali da Gedi nel 2023. Ora con il cambio di paradigma proposto da Antenna, le carte in tavola sono cambiate, ma non va escluso a priori Marchi da questa trattativa.

La proposta avanzata da Kyriakou, che oltre all’editoria è impegnato nel settore dei trasporti navali, della gestione finanziaria e nell’immobiliare, riguarda tutta la galassia Gedi con l’idea poi di rivendere alcune testate, ma con il chiaro intento di entrare nel mercato italiano dell’editoria da assoluto protagonista. L’intenzione di acquisire l’intero pacchetto incontra, in linea di principio, le volontà iniziali della famiglia Agnelli-Elkann. Per questo, Antenna ha messo sul tavolo un’offerta più alta rispetto a quella di un mese fa: 130-140 milioni di euro per tutta Gedi, rispetto ai 110 milioni offerti senza però includere La Stampa. E, nelle intenzioni di Kyriakou, si tratta di un’offerta da dentro o fuori.

Ora, in merito, John Elkann ha due opzioni a cui sta lavorando con i suoi assistenti e consulenti: accettare la proposta di Kyriakou, magari con qualche piccola modifica ma senza stravolgimenti, oppure prendere tempo, con metà gennaio che potrebbe essere un momento propizio visto che il 14 Repubblica compie 50 anni, il 18 è prevista una grande festa. Rimane poi l’opzione di terminare i colloqui con Antenna e provare a sondare nuovamente il mercato. Uno degli imprenditori da sempre interessati è Leonardo Maria Del Vecchio, il più giovane tra i figli del fondatore di Luxottica, che sta monitorando le opportunità di acquisto nel settore dei media. Ovviamente, ripartire con le trattative comporterebbe impiegare altro tempo con la situazione finanziaria di Gedi che di certo non ne gioverebbe. Nel 2024 la società ha registrato un rosso di 35,9 milioni, quasi interamente imputabile ai giornali.

Un aspetto da non sottovalutare è che per Exor accettare l’offerta del gruppo greco significherebbe registrare una minusvalenza nel proprio bilancio. Negli anni, per diventare proprietaria del 100% delle azioni Gedi, l’holding della famiglia Agnelli-Elkann ha speso poco più di 200 milioni di euro. Inoltre, dal 2019, quando Exor è entrata con il 43% delle quote, Gedi ha accumulato perdite dirette per 360 milioni.

Nel bilancio di Exor, Gedi nel 2024 era in carico a 118 milioni di euro, quasi la metà rispetto a quando era stata acquistata. Quindi, vendere a poco più di 100 milioni un gruppo per cui ne sono stati spesi molti di più non fa felice nessuno, ma i numeri dicono che la scelta potrebbe dipendere più da fattori psicologici che finanziari. Insomma, la scelta è tra prendere subito poco più di 100 milioni o provare a recuperarne qualcuno in più in futuro, anche se ovviamente non ci sono certezze in merito, soprattutto perché di alternative concrete al momento non ce ne sono, nemmeno la pista che porta a Del Vecchio.

Qualora naufragasse la trattativa con Antenna, Exor potrebbe in primis tornare alla strategia iniziale, cedere La Stampa a Marchi con una richiesta base di 45 milioni, che comprende anche la società che controlla la stamperia. Una cifra ritenuta eccessiva da Marchi, che intanto sta a guardare, visto che potrebbe trattare con un nuovo soggetto, Antenna appunto.

Per quanto riguarda, infine, l’Huffington Post, a metterci gli occhi è stato il gruppo barese Laudisa, specializzazione in mense, presente in 17 regioni italiane con 700 strutture clienti, soprattutto pubbliche. Ma ogni discorso, al momento, è messo in secondo piano almeno fino alla decisione finale sull’offerta di Antenna.