Stadio Franchi, dubbi sui 100 milioni mancanti: mutuo o speranza Europei

Il Comune ha cambiato il cronoprogramma dei lavori, con la curva Fiesole che non sarà riaperta prima del 2027, anche se la consegna del nuovo impianto rimane per il 2029.

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Stadio Artemio Franchi (Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il cambio del cronoprogramma per i lavori di ristrutturazione dello stadio Franchi di Firenze ha certificato che il centenario della Fiorentina nell’agosto 2026 sarà senza la nuova curva Fiesole, che è chiusa da diversi mesi e lo resterà per molti altri.

Come riporta l’edizione di Firenze de La Repubblica, il comunicato di mercoledì da parte del Comune, guidato dalla sindaca Sara Funaro, ha confermato che il primo lotto dei lavori — nuova curva Fiesole, nuova maratona e tribuna con annessa copertura — si concluderà nei primi mesi del 2027, ma resta ancora da capire in che modo verrà terminato l’impianto entro il 2029, data confermata per la fine di tutti i cantieri. Non solo, bisognerà capire anche chi garantirà i 100 milioni di euro che tutt’ora mancano per i lavori della nuova Ferrovia, la copertura dell’altra parte dello stadio e le eventuali rifiniture, intese sia come aree vip e lounge che come spazi commerciali.

Intanto, si registra una certa irritazione da parte della Fiorentina, come espresso in una nota della stessa società viola, in cui si specificava anche di voler rivalutare un coinvolgimento che fino a qualche mese fa sembrava possibile: «Alla luce degli ultimi elementi forniti, come già comunicato al Comune, le condizioni per un eventuale coinvolgimento della Fiorentina nel progetto dovranno essere nuovamente valutate», si legge nella nota del club viola.

Il patron Rocco Commisso si era dichiarato pronto a partecipare a un project financing in cambio di un controllo totale dei lavori, delle future aree commerciali ma soprattutto di una lunga concessione che rendesse lo stadio un asset in grado di aumentare il valore della società. Ma questa possibilità potrebbe sfumare visti i ritardi registrati sul cronoprogramma. Tutto questo complica i piani del Comune alla ricerca dei 100 milioni per concludere il piano investimenti per i lavori.

Nel dettaglio, 55 milioni sono già tecnicamente rientrati nelle casse del Comune, derivanti dai fondi relativi ai Piani Urbani Integrati dapprima assegnati, poi tolti e poi riconcessi dal governo. Servirebbero però almeno altri 50 milioni, senza considerare gli aumenti dei prezzi che a lavori iniziati potrebbero verificarsi e quindi porterebbe a una spesa maggiore. Ci sono due possibilità per reperire questi fondi. Nella prima, il Comune trova autonomamente i fondi, andando però ad aumentare il debito pubblico comunale e a innalzare la bagarre politica, che in realtà non si è mai sopita. Una mossa che genererebbe ulteriore malcontento perché andrebbe a devolvere altri soldi pubblici per lo stadio. La seconda invece porta agli Europei del 2032: se Firenze fosse scelta nel 2026 come sede per il torneo i fondi arriverebbero dalla UEFA.

Ma quest’ultima strada appare la più complicata, anche per via del via libera dato a Inter e Milan dal Comune di Milano per la costruzione del nuovo San Siro, che entra di diritto nella lista dei cinque stadi italiani che ospiteranno le partite della competizione. L’altro impianto certo è l’Allianz Stadium di Torino. A questi si aggiunge l’Olimpico, che potrebbe essere affiancato dal nuovo stadio della Roma a Pietralata. In questo caso, rimarrebbe un unico posto e la concorrenza è agguerrita. Proprio per questo a Firenze non si vuole perdere tempo ed è ripresa una interlocuzione con il governo, nella persona del ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che nel recente passato ha più volte citato Firenze come esempio virtuoso, anche di partnership tra pubblico e privato. Ma il tutto viene messo a forte rischio dalle ultime novità tutt’altro che positive.

L’aspetto positivo è dato da un progetto che ha già visto partire i lavori ormai da mesi con un primo lotto che si concluderà nei tempi utili per la candidatura agli Europei. Sul lato dei fondi, che rimane comunque una problematica di non poco conto, Firenze ha al momento una mancanza molto inferiore rispetto ad altre città e vanta anche una vocazione turistica che gli ha permesso in passato di essere protagonista nell’ospitare grandi eventi internazionali, come la partenza del Tour de France. Ma serve una svolta al più presto che faccia ritornare l’ottimismo in città, Fiorentina compresa.