Milano ha ospitato la presentazione della 46ª edizione de Le Guide de L’Espresso, trasformando il Teatro degli Arcimboldi in un palcoscenico dedicato alla “Ottava arte”: l’enogastronomia. Un concetto che, oltre a celebrare l’eccellenza culinaria italiana, sottolinea il ruolo strategico della ristorazione e del vino come motore economico.
Davanti a oltre mille ospiti tra chef, produttori, istituzioni e stampa, l’evento ha premiato 21 ristoranti con i “5 Cappelli” e 7 cantine con il prestigioso “110 cum laude”, consacrando l’Italia come hub globale del gusto. A condurre la serata, due volti noti del giornalismo sportivo: Guido Meda e Federica Masolin. L’evento si è aperto con un video con protagonista Andrea Marroni, chef del ristorante Dabass di Milano.
La filiera enogastronomica italiana vale oltre 580 miliardi di euro e rappresenta uno dei principali driver del turismo nazionale e internazionale. Premi come quelli assegnati da Le Guide de L’Espresso hanno un impatto diretto sulla visibilità dei territori e sulla capacità di attrarre flussi turistici qualificati, con ricadute anche su settori collaterali: hotellerie, trasporti e retail.
Ristoranti come Osteria Francescana di Massimo Bottura, Cracco di Carlo Cracco e Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo — premiati con il massimo punteggio — sono veri e propri brand globali capaci infatti di generare valore gastronomico e finanziario. Nel corso della serata è stata presentata la nuova piattaforma digitale guidespresso.it e la relativa app, che puntano a rendere le eccellenze italiane più accessibili. Questa trasformazione si inserisce in un contesto in cui i grandi chef sono ormai figure mediatiche, spesso presenti nei grandi eventi sportivi, nei talk e nei format televisivi. Un fenomeno che avvicina la ristorazione al modello dei club calcistici: brand riconoscibili, storytelling globale e comunità di fan.
L’edizione 2026 si distingue anche per la costruzione di partnership con brand di primo piano — tra cui Kia, Enilive ed Elica — attraverso progetti di branded content capaci di ampliare l’impatto mediatico delle Guide. Un modello che ricalca da vicino le strategie di sponsorship e co-branding tipiche del calcio professionistico e dei grandi eventi sportivi. Come nel calcio, dove la valorizzazione dei top player si traduce in diritti tv, sponsor e merchandising, anche nella ristorazione d’eccellenza la costruzione di “icone” gastronomiche moltiplica il valore economico del comparto.