Cresce il patrimonio offshore di John Elkann: superati i 700 milioni di dollari

Dai trust alle Bahamas agli investimenti high-tech, il tesoro ereditato dall’Avvocato e ora in mano al numero uno di Exor e Stellantis continua a crescere.

Elkann vendita Juventus
John Elkann (Foto: GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)

Un patrimonio che affonda le sue radici nella storia finanziaria della famiglia Agnelli, passato di mano tra generazioni, e che oggi continua a crescere anche mentre i riflettori della magistratura restano puntati sui suoi titolari. Secondo quanto riportato da Milano Finanza, nel 2024 il patrimonio offshore riconducibile a John Elkann, CEO e maggiore azionista di Exor (holding della famiglia Agnelli-Elkann azionista di maggioranza tra le altre di Juventus, Ferrari e Stellantis) ha raggiunto il valore di 719 milioni di dollari, segnando un incremento dell’8,44% rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, significa 56 milioni di dollari di guadagni derivanti principalmente dalla gestione del comparto Multiassets di Pictet Private Wealth Management, fondo lussemburghese che, negli ultimi anni, è diventato la “cassaforte” dei capitali provenienti dall’eredità dell’Avvocato Gianni Agnelli.

Il tesoro legato al patrimonio John Elkann in questione era stato strutturato a partire dal 2014 in due trust domiciliati alle Bahamas – Providenza e Providenza II Settlement – nominalmente istituiti dalla vedova di Gianni Agnelli, Marella Caracciolo, ma che secondo la Procura di Torino sarebbero stati di fatto gestiti da John Elkann già durante la vita della nonna. Questi trust, amministrati da Rhone Trustees, investivano le risorse in Multiassets, un sub-fund lussemburghese a cliente unico: i trust stessi.

Alla morte di Marella, nel febbraio 2019, la struttura di intermediazione è stata smantellata e i capitali sono stati intestati direttamente ai tre nipoti Elkann – John, Lapo e Ginevra – rimanendo comunque sotto la gestione di Pictet. Il filo conduttore che lega le varie entità è l’indirizzo al 91 di Essanestrasse, Eschen, Liechtenstein: qui hanno sede non solo Fidares Asset Management Trust (investment manager del fondo), ma anche la fiduciaria Tremaco e altri veicoli societari collegati alla famiglia, come Dancing Tree AG e Blue Dragons AG.

Patrimonio John Elkann, investimenti emersi durante l’indagine della Procura

Il patrimonio John Elkann (che incassa anche dai dividendi di Exor alla Giovanni Agnelli Bv) è emerso alla luce nel 2024, durante l’indagine condotta dalla Procura di Torino per frode fiscale e truffa ai danni dello Stato. Nel fascicolo risultano indagati, oltre a John Elkann, il fratello Lapo, la sorella Ginevra, il commercialista Gianluca Ferrero (presidente della Juventus, non coinvolta nell’indagine) e il notaio svizzero Urs von Grüniger, quest’ultimo curatore dei tre testamenti con cui Marella nominò eredi universali i nipoti, escludendo la figlia Margherita e gli altri cinque figli avuti dal secondo marito Serge de Pahlen. L’oggetto del contendere: capitali stimati in centinaia di milioni, detenuti all’estero e dichiarati al Fisco italiano solo nel 2023.

John Elkann ha trovato un accordo con l’Agenzia delle Entrate per versare circa 175 milioni di euro e accedere alla “messa alla prova” – un percorso che, se approvato dal giudice, estinguerebbe il reato in cambio di attività socialmente utili. La decisione è attesa dopo la pausa estiva, insieme al patteggiamento di Ferrero e alla probabile archiviazione per Lapo, Ginevra e von Grüniger. Fonti vicine al dossier sottolineano che Elkann non attingerà ai capitali offshore per saldare il debito con il Fisco, sia per motivi legali (quei fondi sono rivendicati da Margherita Agnelli in sede civile), sia per ragioni strategiche, preferendo usare liquidità personale.

La fotografia attuale del patrimonio mostra una forte diversificazione. Quasi 200 milioni di dollari sono investiti in fondi domiciliati alle Isole Cayman, con focus su tecnologia, ricerca medica e fintech. Ben 79 milioni di dollari risultano affidati a Lingotto, la SGR britannica di proprietà di Exor, in crescita rispetto ai 74 milioni dell’anno precedente. A questi si aggiungono 50,9 milioni in Exor Seeds e 14,7 milioni nell’Exor Co-invest Fund I, entrambe iniziative d’investimento interne al perimetro del gruppo controllato dalla holding Agnelli.

È consistente anche la presenza nella Nuba Investment Llc del Delaware, che nel 2024 è salita del 9,6% a 55,6 milioni di dollari, dopo il boom del 2022 (+100% a 54 milioni) e nonostante la contrazione del 2023. Poco si sa sugli asset in mano alla Nuba, ma in otto anni ha generato circa 35 milioni di utili, dimostrando performance superiori alla media del portafoglio.