Sono due sono le ipotesi di reato mosse contro il sindaco di Milano, Giuseppe Conte, e sono legate entrambe alla figura di Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione comunale per il Paesaggio, che per la Procura rappresenta un «faccendiere spregiudicato» all’interno dell’inchiesta che ha scoperchiato un intreccio di interessi e corruzione nell’ambito urbanistico milanese.
Come riporta l’edizione odierna del La Repubblica, secondo i magistrati, Sala avrebbe fatto pressioni su Marinoni per spingerlo ad approvare il progetto di riqualificazione dell’ex Pirellino, redatto da Stefano Boeri per conto di Coima, la società di Manfredi Catella. Il piano era stato bocciato due volte, ma poi è passato senza modifiche sostanziali.
L’ipotesi di concorso in induzione indebita a dare o promettere utilità prende forma da un messaggio WhatsApp inviato da Boeri al sindaco il 21 giugno 2023, nel quale l’architetto lo invita a intervenire dopo i due pareri negativi: «Il rischio è che Catella rompa tutto e faccia ricorso al TAR finendo sui giornali. Prendilo come un warning per domani». Sala risponde che gli risulta che non sia solo il presidente ad avere perplessità, si fida del giudizio dell’assessore Giancarlo Tancredi e assicura che rivedrà tutto con calma il giorno seguente.
Il giorno dopo, la Commissione cambia improvvisamente orientamento e trasforma il doppio rigetto in un parere favorevole condizionato. Boeri, sorpreso, scrive a Catella che tutte le osservazioni precedenti, riguardanti facciate, proporzioni e rispetto delle preesistenze, sono scomparse, il che «potrebbe essere un buon segno». Il 5 ottobre 2023, il via libera diventa definitivo.
Per la Procura, Sala non si sarebbe limitato a seguire l’evoluzione di un progetto rilevante, come legittimo per un amministratore, ma avrebbe esercitato un’influenza diretta su Marinoni, che viene descritto come privo di indipendenza, vulnerabile e incline a cedere non solo alle sollecitazioni del sindaco, ma anche a quelle dell’assessore Tancredi, del Dg Christian Malangone, di Catella e di Boeri. Rimane da chiarire se le pressioni ipotizzate siano realmente avvenute e in quale forma, visto che lo stesso Sala ha dichiarato di non avere nemmeno il numero di telefono di Marinoni. Le indagini sui cellulari di Boeri e di Tancredi, sequestrato di recente, potrebbero chiarire questi aspetti.
La seconda contestazione a carico del sindaco riguarda le false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone. Quando a dicembre 2023 Sala ha firmato la nomina di Marinoni a presidente della Commissione Paesaggio per il periodo 2025–2029, ha certificato anche che non c’erano conflitti d’interesse, come richiesto dalla normativa. Eppure, un mese prima, il 7 novembre, Marinoni aveva già ricevuto un avviso di garanzia per fatti che riguardano proprio situazioni di conflitto d’interesse.
Per i magistrati, il sindaco non solo era a conoscenza di quella indagine, ma la scelta non sarebbe stata frutto di una svista. Anzi, si sostiene che sia stato l’assessore Tancredi a spingerlo a confermare Marinoni proprio per poter ottenere vantaggi illeciti, sapendo che questi riceveva incarichi da Coima e altri soggetti interessati a progetti sottoposti alla Commissione, e che quindi non poteva essere imparziale.
Nei documenti dell’indagine si ipotizza che tra i progetti di interesse potesse esserci anche quello di via Ripamonti 89, in una zona pregiata del villaggio olimpico in costruzione, progetto sul quale Tancredi si informava spesso. I soggetti promotori avevano donato, seppure in misura contenuta (duemila euro), alla campagna elettorale di Sala nel 2021.
Anche il patrocinio concesso dallo stesso Comune allo studio di Marinoni sulle “Porte Metropolitane” è ritenuto dagli inquirenti un elemento del disegno: uno strumento fittizio per aggirare le regole urbanistiche e facilitare un progetto d’interessi nascosti, utile a spartire vantaggi tra i soggetti coinvolti.