Il governo cerca risorse dalle tasche dei paperoni stranieri. Non solo resta nel decreto il raddoppio della flat tax annuale sui redditi prodotti all’estero «realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia» che dagli attuali 100mila euro sale a 200mila.
Ma l’emendamento al testo – spiega MF-Milano Finanza – aggiunge la possibilità per i super-ricchi approdati in Italia di beneficiare di un dimezzamento dell’imposta sostitutiva a 100mila euro «per ciascun periodo di imposta» qualora effettuino un investimento di almeno 1 milione di euro «in uno strumento di investimento collettivo che sarà istituito da un decreto del ministero dell’Economia entro 60 giorni dall’entrata in vigore della disposizione».
Si precisa inoltre che tale investimento «dovrà essere mantenuto per tutta la durata di esercizio dell’opzione». Ci sono però dei nodi da sciogliere, dato che sarebbe difficile far passare così come è la norma all’esame delle Camere, perché se il mancato aumento della tassa è un onere certo per la finanza pubblica, il beneficio dell’investimento non è altrettanto sicuro.
Per circoscrivere questa incognita, il decreto del Mef potrebbe quindi provvedere alla introduzione di una serie di vincoli sugli investimenti legati, ad esempio, a un obbligo minimo di durata.