Troppi stranieri nei club sauditi, la frustrazione di Mancini: «I miei nazionali sempre in panchina»

Suona l’allarme il CT della nazionale saudita, soprattutto dopo i deludenti risultati maturati sul campo.

Mancini
Roberto Mancini (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

L’Arabia Saudita ha avviato il suo cammino verso la qualificazione ai Mondiali 2026 con un deludente pareggio per 1-1 contro l’Indonesia. L’ex commissario tecnico dell’Italia, Roberto Mancini, non ha nascosto la sua rabbia riguardo alla situazione nel campionato nazionale, evidenziando la presenza eccessiva di calciatori stranieri che oscurano i giocatori locali.

«I giocatori arabi devono avere più spazio in campionato», ha dichiarato Mancini. «Serve maggiore cooperazione tra federazione e lega, perché 20 dei calciatori che ho selezionato nei rispettivi club stanno sempre in panchina».

La strategia dell’Arabia Saudita, che da due estati ha iniziato a investire enormi somme per attirare star del calcio nella Saudi Pro League, sembra rivelarsi controproducente. Giocatori del calibro di Ronaldo, Koulibaly, Benzema e Neymar hanno affollato il campionato, riducendo drasticamente le opportunità per i talenti locali. Ogni squadra può tesserare fino a 10 stranieri, molti dei quali occupano posizioni da titolari, influenzando negativamente le prestazioni della Nazionale.

 

Arabia Saudita: i prossimi incontri in vista del mondiale americano

Il pareggio inatteso contro l’Indonesia rende ora cruciale la prossima sfida con la Cina, che ha recentemente subito una sconfitta umiliante per 7-0 contro il Giappone. Saranno proprio i nipponici i successivi avversari della Nazionale di Mancini. La competizione è serrata: le prime due squadre dei tre gruppi asiatici accederanno direttamente al Mondiale 2026 che, ricordiamolo, sarà il primo a 48 nazionali. A chiusura, d’altra parte, le terze e quarte classificate dovranno affrontare ulteriori spareggi, per guadagnarsi un posto in USA, Messico e Canada.

Sebbene sia solo l’inizio, il campanello d’allarme è suonato forte e chiaro: sono troppi gli stranieri in Arabia secondo l’ex commissario tecnico italiano, che aveva affrontato problemi simili anche ai tempi in cui era alla guida degli azzurri. Ora Mancini si trova di fronte a una sfida complessa, dove l’equilibrio tra investimenti esteri e sviluppo locale sarà cruciale per il futuro del calcio saudita. La necessità di rivedere le politiche di ingaggio e promozione dei talenti arabi è più urgente che mai.