Scherma, la rabbia di Malagò: «Inaccettabile avere giudici asiatici come il finalista»

Il presidente del CONI è intervenuto dopo la finale per l’oro del fioretto maschile che ha visto grande protagonista Filippo Macchi.

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Giovanni Malagò (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Non si può parlare di un’Italia fortunata quella che sta affrontando le Olimpiadi di Parigi. Infatti, il rapporto con le scelte arbitrali, che si parli di judo o scherma fino al pugilato, è tutt’altro che semplice per gli atleti azzurri. E dopo gli ennesimi episodi dubbi di giornata, contro Michele Lombardo nel judo e Filippo Macchi nel fioretto, ad alzare la voce ci ha pensato direttamente il presidente del CONI, Giovanni Malagò.

«Ci sono degli sport in cui si va con il centimetro e con il cronometro e andiamo meglio con quelli ultimamente – le parole del numero uno del CONI ai microfoni della Rai –. Poi ci sono degli sport e sono l’80% che vanno con i giudici, che sono indispensabili. Bisogna rispettarli, comprenderli, tanto più se c’è un ruolo istituzionale come il mio. Abbiamo fatto però una protesta ufficiale con il segretario generale della Federazione scherma. È inutile che andiamo sulla decisione della stoccata».

«C’è un errore di fondo che è assolutamente inaccettabile per la credibilità di questo sport: tra i due giudici uno veniva da Taipei e uno dalla Corea – ha spiegato Malagò –. Sono stati estratti a sorte, ma non puoi prendere gli unici due asiatici come il finalista. Questo non si può fare, non è opportuno. Trovatemi un altro sport al mondo in cui hai due arbitri che vengono da nazioni vicine a uno dei Paesi in lizza. Ho parlato con il segretario della federazione internazionale di scherma e gli ho detto che no, non è opportuno. Questa regola va cambiata e non vorrei che noi fossimo l’ultima vittima di questa regola. Non siamo stati fortunati né aiutati però serve mantenere la calma. Senza parlare di cattiva fede. Tutte le polemiche che vengono fuori poi hanno fondamento. Siamo stanchi di questa situazione, anche se la protesta non verrà accolta».

Queste dichiarazioni di Malagò sono arrivate dopo la finale per l’oro del fioretto maschile che si è decisa all’ultima stoccata sul punteggio di 14 pari con gli arbitri che non hanno deciso di assegnare, per ben due volte, il punto della vittoria dopo aver consultato la moviola video. In entrambi i casi, sono arrivate stoccate da parte dei due atleti, ma a essere vincente sembrava sempre quella dell’italiano.