FIGC, più peso per Gianluigi Buffon: sarà il Ds della Nazionale

L’ex portiere avrà un ruolo operativo con la Federcalcio che si allinea così alle altre federazioni nazionali. Ma a mancare, rispetto agli altri, è un direttore tecnico.

Buffon
Gianluigi Buffon (Foto: Claudio Villa/Getty Images for FIGC)

Gianluigi Buffon resta in Nazionale. Dopo i dubbi post eliminazione contro la Svizzera a EURO 2024, il capo delegazione ha avuto un confronto con Gabriele Gravina in cui le sue richieste sono state accettate, così da continuare il suo percorso all’interno della Federazione.

Come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Buffon da ora in poi non sarà più l’uomo dei selfie e degli autografi, che comunque gli saranno sempre richiesti in ogni angolo del pianeta vista la sua carriera leggendaria come calciatore, ma sarà una figura con un ruolo più operativo e meno rappresentativo, che gli permetterà di incidere maggiormente e di sfruttare al meglio la sua esperienza.

Infatti, da settembre, Buffon dovrebbe diventare il direttore sportivo del Club Italia. Un ruolo che gli permetterà di essere più vicino alla squadra e al campo, senza invadere le aree di competenza di Spalletti, ovviamente. Avrà un ruolo attivo anche nei periodi tra un ritiro e l’altro, mantenendo contatti con i giocatori e i club. Una figura che si concilia meglio con il percorso che l’ex portiere ha voluto intraprendere una volta appesi gli scarpini al chiodo. Infatti, Buffon ha ottenuto il diploma da direttore sportivo a Coverciano lo scorso febbraio.

Buffon direttore sportivo Nazionale – Il confronto con le altre federazioni

La figura del direttore sportivo della nazionale è presente anche in Spagna, dove hanno avuto l’ex portiere José Francisco Molina con Luis Enrique come ct e potrebbero presto avere Mateu Alemany, già ds del Barcellona. L’idea è di ricreare in Nazionale i meccanismi tipici di un club. Per questo, quasi tutte le rappresentative si sono dotate di un direttore tecnico che garantisce la continuità del progetto tecnico, anche nelle giovanili e nonostante i cambiamenti di ct.

Basti pensare a Rudi Voller, direttore tecnico della Germania, che rappresenta un collegamento fondamentale e operativo tra la squadra e la federazione tedesca. Decisivo è stato anche l’allora direttore tecnico Oliver Bierhoff al fianco di Joachim Low nella Germania campione del mondo nel 2014. Nella Svizzera, il direttore tecnico è l’ex difensore Pierluigi Tami. In Spagna, campione d’Europa, il ct Luis De la Fuente ha supportato la promozione di Francis Hernandez, selezionatore delle giovanili. La UEFA ha appena invitato a Berlino, per il 16-17 settembre, “gli allenatori e i direttori tecnici” delle Nazionali. Il doppio ruolo è ormai un dato acquisito, ma l’Italia è ancora un’eccezione. E proprio per questo che all’incontro di Berlino ci sarà il ct Luciano Spalletti in mezzo ai dirigenti delle altre federazioni.

Non che in FIGC il tema sia sconosciuto. Basti pensare a qualche anno fa quando Gravina propose Marcello Lippi come direttore tecnico. Candidatura che è caduta per i malumori espressi dall’allora commissario tecnico Roberto Mancini e quindi l’idea di introdurre una nuova figura naufragò molto presto. E anche con Spalletti sembra che questo passo in avanti sia difficile da realizzare. Per il momento, quindi, ci sarà Buffon come direttore sportivo, e basta.