Lazio, il piano di Lotito per il Flaminio: un anello in più e 50mila posti

La giunta Gualtieri vuole rimettere disponibile l’impianto abbandonato ormai da diversi anni e che dal 2018 è sotto la tutela della sovrintendenza delle Belle Arti.

Lazio progetto nuovo Flaminio
Claudio Lotito (Foto: Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Dopo gli annunci e i colloqui privati, settimana prossima sarà quella decisiva in casa Lazio per la presentazione del progetto riguardante lo stadio Flaminio, che nelle intenzioni del patron Claudio Lotito dovrà diventare il nuovo impianto biancoceleste e sostituire così lo stadio Olimpico (condiviso attualmente con la Roma, anche lei intenzionata a costruire un nuovo impianto).

Come riporta l’edizione romana de La Repubblica, una data esatta non è ancora stata comunicata, ma la prima settimana di luglio porterà con sé sul tavolo del Campidoglio il progetto biancoceleste. Negli ultimi giorni, Lotito ha inviato una richiesta informale di incontro al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, all’assessore allo Sport Alessandro Onorato e all’Urbanistica Maurizio Veloccia.

A voler dare un’accelerata è stata sì la Lazio, ma anche l’amministrazione comunale che ha ricevuto, contando anche quella della società capitolina, ben tre manifestazioni di interesse. Anche se quella di Roma Nuoto sembra essere più concreta rispetto a quella di Cassa Depositi e Prestiti.

Lazio progetto Flaminio – Capienza maggiore e un anello in più

Il patron e presidente della Lazio ha voluto lasciare un commento: «Valuteremo insieme la fattibilità. Facciamo le cose nel rispetto delle normative e della fruibilità». In primis c’è il capitolo capienza. Attualmente il Flaminio, abbandonato ormai da diversi anni, conta 24mila posti e, da dichiarazioni passate dello stesso Lotito, alla Lazio servirebbe un impianto con una capienza di 50mila persone. Per questo il progetto dovrebbe prevedere un secondo anello rialzato che ne aumenterebbe la capienza e la copertura per ospitare anche le partite UEFA.

Nelle scorse settimane il documento sulla ristrutturazione dell’impianto, in via informale, è stato visionato dal sindaco e da Onorato, che lo ha definito «un progetto pazzesco. Molto ambizioso. Esalta l’architettura di Nervi. Siamo ottimisti circa il fatto che la Lazio possa creare il suo stadio», diceva l’assessore. Quindi, nella lettera, il dirigente biancoceleste chiede al sindaco «di organizzare un incontro al quale parteciperò con il responsabile del progetto da noi designato e con lo staff dei tecnici incaricati della sua realizzazione».

Lazio progetto Flaminio – Chiesto un incontro con il Comune

Un incontro che dovrebbe servire a «realizzare al meglio» la cosiddetta «casa della S.S. Lazio, in totale compatibilità con le esigenze pubbliche». Le criticità, tuttavia, sono tante. Non solo i posti a sedere, ma anche la copertura dello stadio: «Non posso fare venire i tifosi con l’ombrello», osservava Lotito. E non è un caso se per il progetto Lotito si sia affidato allo studio di architettura Arup, lo stesso che ha già progettato, ma molto tempo fa, la riqualificazione di un altro impianto realizzato da Nervi, il Franchi di Firenze. Sulla carta, dunque, la soluzione sarebbe stata trovata.

«Osserveremo, nel dettaglio, lo studio eseguito dalla Lazio – ha dichiarato l’assessore Onorato –. L’obiettivo di questa amministrazione è restituire il Flaminio alla città. Ascolteremo con grande attenzione il progetto di Lotito, ma ci sono anche altre due soluzioni in campo. Vediamo quale risponderà al meglio agli interessi della città». Tra gli studi, di cui si attende l’esito, anche quello relativo al cemento. Fermo restando che si tratta di un impianto tutelato da luglio 2018 dalla sovrintendenza speciale delle Belle Arti di Roma, pertanto, adesso, inizierà tutta un’altra partita. Ma con un progetto in mano.