Inter, da Calha-Lautaro a Inzaghi: linea dura del club sui rinnovi

In questa fase il club ha deciso di alzare i muri quando pensa sia necessario, per evitare concessioni sgradite o deviazioni da una via virtuosa di risparmi.

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Simone Inzaghi (Foto: PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images)

La nuova linea di Giuseppe Marotta come presidente all’Inter è realismo che si mescola a rigore. Lo scrive La Gazzetta dello Sport, parlando dell’approccio del club nerazzurro ai rinnovi di contratto dei calciatori e portando gli esempi di Lautaro Martinez (prima) e Hakan Calhanoglu (dopo), venuti a più miti consigli dopo avere tentato il rilancio al tavolo con l’Inter.

In questa fase il club ha deciso di alzare i muri quando pensa sia necessario. Per evitare concessioni sgradite o deviazioni da una via virtuosa di risparmi, può servire un po’ di ruvidezza, a prescindere da chi si trovi dall’altra parte. Se la richiesta del dipendente non può essere soddisfatta, meglio stoppare in partenza. L’argentino e il turco sono stati i migliori nella stagione stellata, eppure entrambi hanno sperimentato da vicino la linea della società in tema di rinnovi: respinta la richiesta di maxi-aumento, sono stati poi loro a fare un passo indietro.

Il prossimo contratto da ritoccare è quello dell’allenatore e il fatto che Simone Inzaghi ancora non abbia messo l’autografo è altamente indicativo: qui il club ha messo un diktat su durata e stipendio e (al momento) non vuole arretrare. C’è ottimismo sul buon esito dell’operazione, ma serviranno settimane per risolverla.

Inter rinnovi di contratto – Il diktat di Marotta e Oaktree

C’è dunque una precisa strategia aziendale dietro Oaktree: prima del suo messaggio social, Calhanoglu aveva tentato di strappare un anno di più su un contratto rinnovato un anno fa e in scadenza 2027, ma aveva ricevuto un immediato no dai dirigenti. La strada è perseguita dal nuovo presidente in persona, ma sempre in accordo con l’area sport e il Ds Piero Ausilio, e soprattutto in piena sintonia con il nuovo proprietario: Oaktree, da fondo speculativo, non è abituato a cedere quando gioca a braccio di ferro.

Qualche settimana fa era toccato a Lautaro, che firmerà fino al 2029 con robusto aumento da 9 milioni più bonus: il club ha alzato l’asticella solo per lui, ma non intendeva spingersi fino ai 12 richiesti. Pure in quel caso la temperatura della discussione era salita, finché l’argentino ha chiesto all’agente di smetterla di giocare al rialzo.

Con Inzaghi non c’è fretta. Simone vorrebbe un nuovo biennale fino al 2027, ma l’Inter non si spinge oltre il 2026. E anche sul nuovo stipendio esiste una forbice tra richiesta del tecnico e offerta del club, che non vuole sfondare il tetto dei 6,5 milioni. Si lavora per trovare una soluzione.