Controllo sui conti dei club: la nuova Authority costa nove volte la Covisoc

Il cambio di paradigma è arrivato con DL Sport voluto dai ministri Abodi e Giorgetti e che ora deve essere convertito in legge.

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Gabriele Gravina (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)

La Commissione indipendente, introdotta dal DL Sport voluto dal ministro Andrea Abodi e da quello per l’Economia Giancarlo Giorgetti per vigilare sui conti dei club calcistici, ma anche sul mondo del basket, ha creato più di qualche scontento nel mondo dello sport italiano.

Se da un lato si temono ripercussioni da parte di FIFA e UEFA, che hanno già inviata una lettera preoccupata alla FIGC sulla questione, un secondo problema derivante da questo cambio di paradigma è legato ai costi. Un incremento che sarebbe notevole e che ricadrebbe in parte anche sui club sui quali dovrebbe vigilare la stessa commissione.

Proprio il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, intervenuto in Commissione Cultura alla Camera, ha ribadito come la Covisoc sia, al momento, completamente a carico della FIGC, per un costo totale di 400.000 euro annui. L’esborso per la Commissione invece schizzerebbe a quota 3,5 milioni, nove volte tanto. Questi sarebbero divisi fra Federcalcio (1,9 milioni) e i club (1,6 milioni). Insomma, una novità voluta dal governo che però incide sui conti del mondo del calcio, che da mesi chiede un intervento dello Stato. E l’abolizione del Decreto Crescita va nella direzione opposta.

In Commissione, poi Gravina ha spiegato quali sono i punti critici riguardanti la Comissione: «Non intravedo questi requisiti, la Covisoc non segue il quadriennio olimpico e le iscrizioni ai prossimi campionati sono già state fatte. La Covisoc ha funzionato brillantemente. La norma viola non solo i principi dell’economia di mercato ma risulta chiaramente non in linea con i principi dell’autonomia sanciti dalle sentenze della Corte Costituzionale». Il decreto legge, è bene ricordare, è sì stato votato positivamente in Consiglio dei ministri, ma per diventare operativo serve la conversione in legge, che comunque è prevista nelle prossime settimane.