Serie A-FIGC, scontro totale: la Lega vuole sfiduciare Gabriele Gravina

Il tema delle riforme ha riacceso vecchi dissapori fra la massima serie del calcio italiano e il presidente federale.

Gravina
Gabriele Gravina (Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il tema delle riforme sportive, con la richiesta della Serie A di avere maggiore autonomia dalla FIGC e maggior peso politico in Consiglio Federale, sembra aver riacceso quel clima di conflitto che aveva caratterizzato da sempre la presidenza federale di Gabriele Gravina dalla sua elezione nel 2018. Gli attacchi più pesanti sono arrivati da Claudio Lotito, da sempre grande nemico del numero uno della Federcalcio, e le repliche non sono di certo venute a mancare.

Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, la Lega Serie A sembra avere un obiettivo non esplicito ma evidente: destabilizzare chi detiene il potere, in questo caso Gravina, che però conta sul sostegno di Lega Pro, dilettanti, calciatori, allenatori e arbitri. Durante i consigli federali, le proposte vengono generalmente approvate con una larghissima maggioranza, nonostante il voto contrario della Serie A, che rappresenta oltre l’80% del peso elettorale.

Nonostante ciò, rimuovere Gravina sembra un’impresa titanica, dato che il 17% che si forma, ovvero la Serie A e in misura minore la Serie B, rappresenta il motore trainante del sistema, fornendo anche le risorse finanziarie necessarie al sistema sportivo.

La posizione della Lega di A è fortemente limitata da quel 12% di peso politico. La Serie A desidera maggiore autonomia e voce in capitolo nelle decisioni, con il presidente Lorenzo Casini che ha incaricato un gruppo di legali per studiare il “modello Premier” e ottenere così maggiori autonomie. La presenza marginale nelle decisioni ha portato frustrazione tra i consiglieri federali per la Lega, tra cui lo stesso Lotito, Beppe Marotta e Casini.

Il numero uno della Serie A ha recentemente criticato il sistema attuale, sottolineando l’accentramento eccessivo di poteri nelle mani del presidente federale. Queste affermazioni hanno scatenato la reazione di Gravina, che ha parlato di “Lotitismo”, mentre il senatore ha attribuito a Gravina la responsabilità della crisi nel calcio.

Nell’ultimo consiglio federale, la Serie A ha approvato le riforme economiche per rendere il calcio più sostenibile, ma solo perché i criteri applicati erano specifici per la Serie B e C, mentre la Serie A ha ottenuto un adeguamento ai parametri UEFA. Nonostante ciò, ci sono state tensioni e conflitti legali al passato, come quando la Serie A ha fatto causa alla FIGC riguardo all’indice di liquidità o quando alcune squadre hanno cercato di convincere Gravina ad adottare un formato a 18 squadre. Fronte che vedeva attive Inter, Juventus, Milan e Roma. Anche la giustizia sportiva è stata influenzata da queste lotte interne, con sovrapposizioni tra le competenze del giudice di A e della procura federale.

Insomma, un sistema complesso e di altri tempi che con il passare delle stagioni rischia sempre più di implodere soprattutto per i colpi che subisce dall’interno da quella frangia che è desiderosa di deporre chi detiene il potere per dare vita a un suo nuovo ed esclusivo ordine delle cose.