Suwarso (Como): «Modello Disney e stadio nuovo per fare la Serie A»

Il braccio operativo dei fratelli Hartono: «In caso di promozione faremo come l’Atalanta: costruiremo a pezzi senza avere impatti negativi. Ma vogliamo giocare qui».

Como scontro stadio
(Foto: Claudio Villa/Getty Images)

Il Como si trova in piena lotta per la promozione diretta in Serie A. Ma per i fratelli Hartono, i più ricchi proprietari di un club italiano, non c’è solo il lato sportivo, ma anche il progetto e l’ambizione di far diventare il club lariano una realtà solida e di riferimento del calcio italiano.

A spiegare le intenzione della proprietà è il braccio operativo degli Hartono in Italia, Mirwan Suwarso, a capo delle aree marketing, merchandising e ticketing. «Il nostro progetto del Como – ha dichiarato all’edizione odierna del La Gazzetta dello Sportha come riferimento Disney: parchi a tema, film, studios, media e merchandising. Tutto connesso in un’unica fase. La stessa cosa che dobbiamo fare nel Como».

«Guido tutta la parte sport e intrattenimento della famiglia Hartono in quattro Paesi – spiega Suwarso –. Il Como era un piccolo progetto legato alla città, oggi è un’industria. Siamo partiti con 850mila euro, pensiamo di arrivare a un valore da un miliardo tra sport, media, strutture, merchandising e turismo. Abbiamo investito nel fashion, le valigie col marchio Como le vendono da Harrods. La gente ha visto chi siamo, i fatti hanno seguito le parole. Capivo i dubbi, visto il passato. Oggi ci sentiamo inclusi in città, lavoriamo per la comunità, non ci sentiamo più come ospiti».

Infatti, il Como sta diventando un affare di famiglia, come dimostra la presenza sabato scorso in tribuna di un importante numero di parenti e amici degli Hartono: «Sono molto appassionati. Alla signora Hartono interessano i progetti nelle scuole, come la crescita della squadra. Quando abbiamo cambiato allenatore, abbiamo voluto cambiare mentalità. Quindi questi risultati non mi sorprendono: in estate avevamo stanziato 25 milioni per andare in Serie A. Esonero di Longo? Avevamo vinto partite senza merito, rischiando troppo: una strada che non avrebbe portato lontano. Meglio cambiare subito, dopo sarebbe stato tardi».

L’approdo della coppia Fabregas-Roberts: «Se un allenatore è famoso ma non capace, è inutile. Anche Maradona ha allenato ma senza risultati. Fabregas ha inciso: mentalità nuova, identità italiana. Lui è l’architetto, è anche uno dei proprietari e dà la linea. L’allenatore però è Roberts». Una doppia guida tecnica, soluzione non troppo comune in Italia: «Non c’è una gerarchia, tutti lavorano insieme, con i propri compiti, e fanno riferimento alla proprietà. Ho rispetto per le abitudini italiane, però bisogna ragionare in modo diverso».

«L’Italia guarda più al mercato interno che quello globale – spiega Suwarso –. Se la Premier incassa cinque volte di più non è perché ha un calcio migliore, ma perché vende meglio i suo prodotto nel mondo: il calcio italiano è più forte, ma fuori non se ne accorgono. Al nostro arrivo il merchandising portava 100mila euro e oggi siamo a 4 milioni. Noi guardiamo alla Juve che fa 180 milioni e vogliamo arrivare a 20. E poi il centro sportivo: dobbiamo svilupparlo, siamo solo al 30%. E poi c’è il progetto dello stadio».

Infine, sullo stadio: «A breve la proprietà approverà il progetto da presentare al Comune. Non sarà uno stadio per il Como, aperto due o tre giorni al mese, ma per la città, con aree commerciali e sanitarie. In caso di promozione? L’Atalanta ha fatto i lavori a blocchi senza risentirne. La volontà è quella di giocare qui. 100 milioni di budget per la prima stagione in A? Lo spero, ma non è vero. La proprietà vuole massimizzare l’investimento senza sprechi».