Bologna, Fenucci: «Dà fastidio vedere Motta e i giocatori accostati ad altre squadre»

«Non abbiamo ancora definito un percorso comune per i prossimi anni. Ma in questo momento bisogna ragionare sull’immediato: la sfida di Roma», ha detto l’AD del club.

Bologna fastidio Thiago Motta
Claudio Fenucci (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)

Il Bologna di Thiago Motta è la vera rivelazione di questa stagione in Serie A. I felsinei si trovano al quarto posto, dietro alle storiche grandi del calcio italiano, e vogliono tenere vivo il sogno Champions League fino alla fine del campionato, che conta ancora sei partite da giocare.

Di questo e di molto altro ha parlato l’amministratore delegato dei rossoblù, Claudio Fenucci, che alla trasmissione “Speciale Serie A” in onda quest’oggi su Radio-TV Serie A con RDS ha dichiarato: «Siamo in lotta con squadre che ogni anno partono per arrivare in Champions League, hanno ricavi che consentono di programmare questi obiettivi. Per noi è una situazione nuova. Non stiamo pensando molto alla prossima stagione, non è difficile programmare soprattutto se il risultato dovesse essere importante. Abbiamo una rosa di calciatori che sta dimostrando la sua forza, abbiamo un allenatore che auspichiamo voglia proseguire con noi, quando avremo maggiore chiarezza faremo il punto, ma non è questo il momento. Zirkzee, Ferguson, Calafiori? Vorremmo tenere tutti in rossoblù, che è il loro colore».

Molto passerà dalla sfida in casa della Roma di settimana prossima: «Tornare a Roma è molto bello per me, lì lavorano ancora tante persone che erano anche con me ed è sempre un’occasione unica. Lo stadio sarà pieno, l’atmosfera sarà fantastica e mi fa piacere trovare sulla panchina della Roma Daniele De Rossi che era giocatore quando io ero AD. Ho sempre detto che era un predestinato anche perché è un ragazzo che ha voluto sempre scoprire cose nuove, che studia molto, ha fatto un percorso corretto, si è trovato a gestire una situazione non facile e lo sta facendo benissimo. Colgo l’occasione per fare gli auguri a Evan N’Dicka di una pronta guarigione».

Ovviamente non poteva mancare una menzione speciale per il lavoro svolto da Thiago Motta: «Le voci non hanno influito assolutamente, Thiago lavora come se avesse un contratto a lungo termine con il Bologna, questo si vede nella qualità del lavoro giornaliero e sul miglioramento dei singoli giocatori, come fa un allenatore che ha una prospettiva. Non c’è nessun problema generato dal fatto che in questo momento non abbia confermato il percorso con noi per i prossimi anni. Siamo tutti assolutamente convinti che si debba lavorare su obiettivi immediati, che in questo momento significa la partita con la Roma di lunedì. Quello che mi dà un po’ fastidio è l’accostamento dei media dei nostri tesserati ad altre squadre, c’è troppo rumore intorno ai nostri giocatori, non mi sta bene. Siamo una società forte, una delle più solide che ci sono in Serie A e non c’è nessuna intenzione in futuro di cambiare questo gruppo. L’intenzione è proseguire il percorso con questo allenatore e con i nostri giocatori. È molto fastidioso vedere sui media dei nostri giocatori abbracciati a loghi di altre squadre, è una sensazione non piacevole. Sono sicuro che su di loro tutto questo abbia un effetto limitato, sono tutti concentrati sull’obiettivo e sono tutti contenti di essere a Bologna. La nostra è una società che ha solidità finanziarie grazie al nostro azionista, ha prospettive a lungo termine e un progetto di crescita non solo sul piano dei risultati sportivi ma sull’organizzazione societaria, gli impianti di allenamento, il progetto dello stadio. Abbiamo una visione del futuro e una solidità finanziaria per continuare in questo percorso».

Infine, un parallelo fra la grande stagione del Bologna e il cosiddetto modello Atalanta: «È un discorso complesso, è difficile replicare modelli di altri, nati in situazioni anche diverse. L’Atalanta ha avuto una grandissima programmazione grazie anche all’alchimia che si è creata con uno dei migliori allenatori degli ultimi anni che è Gasperini. Ma soprattutto con il finanziamento continuo di questa crescita attraverso le cessioni sul mercato, credo che in questi anni siano arrivati a 500 milioni, trovando situazioni che spesso nel calcio non si ripetono quindi non credo che sia un modello facilmente replicabile. Noi dobbiamo trovare una nostra strada per mantenere una competitività sportiva adeguata anche alle aspettative della nostra tifoseria, Quando dico che il Bologna che lotta per queste posizioni è un bene del calcio italiano è perché il Bologna rappresenta qualcosa di importante nella storia del calcio italiano. È stato vincente prima della seconda guerra mondiale e anche dopo ha conquistato uno scudetto giocando un calcio spettacolare per quei tempi, il fatto che ci si trovi adesso a lottare per una posizione di prestigio è un primo passo, poi vedremo cosa ci riserverà il futuro».