Carnevali: «La Serie A non deve avere un peso così limitato in FIGC»

L’amministratore delegato del Sassuolo: «Dovremmo pensare poi a ridurre le partite tra Champions e campionati vari. La UEFA pensa, invece, ad aumentare i ricavi introducendo nuove competizioni e più partite».

Carnevali
Giovanni Carnevali (Foto: Simone Arveda/Getty Images)

Continua la voglia dei rappresentati della Serie A di vedersi riconoscere dalla FIGC un peso politico superiore a quello riconosciuto fin qui al massimo campionato italiano. A ribadirlo è anche l’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, intervenuto questo pomeriggio a “La politica nel pallone”, storica trasmissione radiofonica della Rai, arrivata alla 725esima puntata, condotta e curata da Emilio Mancuso.

«Io sono convinto che dallo scontro non si ottenga niente di importante, serve collaborazione e buon senso. Il peso che la Serie A deve avere non può essere così limitato, deve essere il motore di tutto il calcio. Come del resto, però, penso anche che debba esserci un rapporto costruttivo. Se oggi il problema è ridurre da 20 a 18 squadre il campionato non si risolve niente. In Premier ci sono 20 squadre e va alla grande. Le problematiche sono altre e per risolverle serve una visione chiara da parte dei club, non facendo delle vicende personali motivo di attrito e mettendosi a tavola tutti insieme per il bene comune», ha dichiarato Carnevali.

«Il calcio, purtroppo, sta diventando più business – ha continuato l’ad del Sassuolo -. Se dalla UEFA aggiungono manifestazioni e partite per portare più incassi è un errore clamoroso. Il calcio è di tutti i tifosi, non dobbiamo dimenticarci che prima di tutto vengono gli appassionati. Se pensiamo di ridurre le squadre è una cavolata perché tutte devono cercare di arrivare al massimo. Pensiamo a ridurre le partite tra Champions e campionati vari, che non portano nulla di speciale. I giocatori se giocano tutte queste partite vengono spremuti al massimo e ne soffre anche lo spettacolo».

Una battuta poi sul momento degli arbitri in Serie A: «Stanno sbagliando molto, ma noi non li aiutiamo. Sotto pressione gli errori sono più facili a farsi, un po’ più di serenità aiuterebbe il sistema arbitrale a fare meglio. Gli arbitri nostri sono tra i più bravi in assoluto, gli errori si fanno; tutte le squadre hanno avuto un errore a favore piuttosto che a sfavore ma pensiamo sempre all’onestà e alla correttezza della classe arbitrale».

Non poteva mancare una battuta sul campionato tutt’altro che semplice dei neroverdi, reduci dalla sconfitta nello scontro diretto in casa del Verona: «È un’annata particolare. Siamo riusciti a vincere contro Inter, Juventus e Fiorentina ma abbiamo perso tanti punti. Abbiamo perso certezze, non è certamente una delle migliori. Dionisi ha fatto un ottimo lavoro, purtroppo chi ci rimette è sempre l’allenatore ma sono convinto che avrà un grande futuro. In certo momenti, purtroppo, bisogna cambiare questo trend. Percentuale di salvezza? Più del 50%. Noi ci crediamo e dobbiamo crederci tutti. Siamo a 11 anni consecutivi in Serie A e vogliamo riuscirci ancora. Siamo in 8 che ce la giochiamo. Noi siamo indietro, ma anche ieri non meritavamo di perdere. Se abbiamo paura siamo morti, dobbiamo abituarci a giocare per la salvezza».