Milan, Scaroni: «Aperti a una ristrutturazione “light” di San Siro»

«Noi siamo pronti a prendere in considerazione l’ipotesi di una ristrutturazione solo se qualcuno ci garantisce in modo formale che possiamo continuare a giocare lì».

Scaroni legge pirateria
Paolo Scaroni (Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

«La novità è della settimana scorsa, ed è quella che abbiamo comprato i terreni necessari per uno stadio a San Donato, e pensiamo di andare avanti per quella strada lì. Poi i contatti fra proprietari continuano ad esserci, ma non c’è nulla di particolare da segnalare». Così il presidente del Milan, Paolo Scaroni, dai microfoni di DAZN ha risposto in diretta a proposito dell’incontro tra Zhang e Cardinale e le interlocuzioni tra Inter e Milan sul futuro dello stadio.

Poi il numero uno rossonero apre a sorpresa a un’alternativa: «In parallelo c’è la verifica su una possibile ristrutturazione “light” di San Siro. Mi piacerebbe, sono anni che mi arrovello sul tema stadio. Non è che il Milan sia sfavorevole a San Siro, però è uno stadio vecchio e che deve essere ammodernato. Ma come si fa se ci sono due squadre che ci giocano almeno una volta a settimana, e ci sono 70mila persone che ci entrano ogni quattro giorni?».

«Bisognerebbe traslocare, come hanno fatto il Real Madrid o la stessa Atalanta, ma noi non abbiamo impianti vicini che abbiamo una capienza almeno simile a San Siro. Webuild ha scritto una lettera piena di “se” e di “ma” da approfondire, ma noi siamo pronti a prendere in considerazione l’ipotesi di una ristrutturazione solo se qualcuno ci garantisce in modo formale che possiamo continuare a giocare lì», ha proseguito ancora Scaroni.

Il presidente del Milan ha detto che «altrimenti continueremo a lavorare sull’idea di un nuovo stadio. Io ho sempre pensato che fosse impossibile, ma se viene gente che mi dà una fidejussione e che mi paghi l’incasso anche se lo stadio è chiuso, noi non abbiamo nulla in contrario».

«Abbiamo appena speso 40 milioni per San Donato (la cifra investita è in realtà nell’ordine dei 20 milioni di euro, ndr) e questa è la prova che vogliamo andare avanti. Poi se arriva una nuova proposta, la prenderemo in considerazione. La lettera di Wuebuild non mi sembra la risposta ai miei quesiti ma piuttosto un “fateci studiare e poi ve la daremo”», ha concluso.