Eredità Agnelli, la GdF rintraccia mezzo miliardo di euro su conti esteri

La cifra sarebbe stata riscontrata durante perquisizioni e acquisizioni di atti ordinate dalla Procura di Torino nell’indagine su John Elkann, Gianluca Ferrero e Urs von Grünigen.

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John Elkann (Foto: Mark Thompson/Getty Images)

Margherita Agnelli aveva ipotizzato la presenza di almeno 500 milioni di euro affidando un elenco di 16 società offshore delle Isole Vergini Britanniche al Tribunale civile di Torino. Tali società erano attribuibili, in epoche diverse, al padre Gianni Agnelli o, dopo la sua morte nel febbraio 2003, alla madre Marella Caracciolo, deceduta nel febbraio 2019. Secondo il legale di Margherita si trattava di un patrimonio estero del padre successivamente passato alla madre e ora al centro del processo civile che richiede la revoca dell’eredità di Marella, assegnata attualmente ai nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann.

La cifra di «mezzo miliardo di euro» – scrive Il Fatto Quotidiano – all’estero sarebbe stata riscontrata proprio dalla Guardia di Finanza durante perquisizioni e acquisizioni di atti ordinate dalla Procura di Torino nell’indagine su John Elkann, Gianluca Ferrero e Urs von Grünigen. Questo potrebbe essere il risultato delle indagini iniziate nel dicembre 2022 dopo l’esposto penale di Margherita.

Le perquisizioni coinvolgono la sede italiana della Pictet Cie Europe S.A. e la P-Fiduciaria, entrambe situate nella villa di corso Vittorio Emanuele II a Torino. Questa villa ospita anche Carlo Re, uno dei legali di Elkann, e Gianluca Ferrero. La P-Fiduciaria è collegata a conti esteri con investimenti significativi, e le indagini dovranno confermare la correlazione con il patrimonio estero indicato da Margherita.

Il decreto di perquisizione menziona anche la Bundeena Consulting Inc. B.V.I., una delle 16 società offshore indicate da Margherita, di cui Marella sarebbe stata beneficiaria. Questa società, costituita nel 2004, possiederebbe oltre 900 milioni di dollari in liquidità, investimenti e depositi, confermando indirettamente l’esistenza del «mezzo miliardo di euro».

Tutte le 16 società offshore sono collocate nelle Isole Vergini Britanniche, con conti presso la banca Morgan Stanley A.G. di Zurigo. Alcune sono cessate, mentre altre sono state create dopo la morte di Gianni Agnelli, principalmente attribuibili a Marella Caracciolo.