Casini: «Superlega? La sentenza della Corte UE può essere un’opportunità per tutti»

«La Corte non ha condannato il sistema piramidale del calcio, ma ha indicato correttivi», le parole del presidente della Lega Serie A.

Casini Decreto Crescita
Lorenzo Casini (foto Calcio e Finanza)

«Incrementare le risorse, potenziare le infrastrutture, aumentare il peso della cultura, aprire alle innovazioni del gioco». È questa la ricetta del presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini, come spiegato in una lunga intervista al Corriere della Sera. 

«L’auspicio per il 2024? Che sia l’anno in cui tutti, a partire dal governo, si impegnino a migliorare la situazione degli stadi. È incredibile che l’Italia sia così indietro sugli impianti sportivi, se si pensa che i primi anfiteatri sono nati nell’antica Roma… È anche tempo di proporre innovazioni al gioco: mi è piaciuto lo spunto di Buffon sulle dimensioni delle porte, un tema emerso già dieci anni fa. Dobbiamo sperimentare, per essere sia geografi, sia esploratori, citando Antoine de Saint Exupery».

«Superlega? La Corte non ha censurato il monopolio in sé della Uefa, ma i possibili abusi da posizione dominante. Non condanna il sistema piramidale del calcio, ma indica correttivi. La Lega difende la centralità dei campionati nazionali. Questa vicenda può essere un’opportunità per tutti, anche per Uefa e Fifa, per migliorare il funzionamento delle istituzioni sportive. E può essere un’occasione per riconoscere alle leghe un maggior peso a tutela di tutti i club».

«Supercoppa in Arabia Saudita? Su 35 edizioni, 12 volte è stata giocata all’estero, in Cina, Libia, Qatar e Stati Uniti. Questa sarà la quarta volta in Arabia Saudita. Nel basket, la Nba organizza partite fuori dagli Usa da trent’anni: nel 1988 gli Hawks di Dominique Wilkins giocarono in Urss… Lo scopo non è solo commerciale: lo sport è sempre stato uno straordinario strumento di solidarietà e dialogo, anche culturale. L’Italia ha rapporti diplomatici, commerciali e culturali in moltissimi settori con l’Arabia Saudita che, anche in vista di Expo 2030 e Mondiali 2034, ha intrapreso un percorso di riforme. Ma nessuno pensa alla Supercoppa come strumento per avallare le scelte politiche interne di qualunque Stato».

«Atteggiamento verso la Figc? Collaborativo, come sempre. Già alla fine del 2022 avevamo presentato un documento di proposte. Va ridotto il numero complessivo di squadre professionistiche, in particolare della Lega Pro. Limitare il dibattito a una serie A con 20 o 18 squadre, se Premier e Liga sono a 20, è fuorviante. Vanno resi più severi gli indicatori di controllo finanziario. Su questo le licenze nazionali approvate dalla Figc sono un passo avanti».