Marotta: «L’abolizione del Decreto Crescita è un danno irrimediabile»

«Servirà trovare rimedi e di sicuro cambierà la strategia del mercato, dato che la norma favoriva l’ingresso in Italia di giocatori di chiaro interesse».

Marotta scadenza contratto Inter
(Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

«E’ un autogol per il mondo calcio e per l’economia del Paese. L’effetto è che diminuiranno la competitività e la qualità del prodotto calcio, con effetti negativi anche per l’indotto. E’ un danno irrimediabile». Così l’amministratore delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha commentato la mancata proroga del Decreto Crescita che prevedeva sconti fiscali per i calciatori impatriati.

«Servirà trovare rimedi e di sicuro cambierà la strategia del mercato, dato che la norma favoriva l’ingresso in Italia di giocatori di chiaro interesse. E comunque il made in Italy non avrà alcun vantaggio, perché i giovani giocatori crescono meglio avendo a fianco campioni da cui imparare», ha proseguito Marotta ai microfoni di Sky Sport.

Il dirigente nerazzurro si unisce alle grida di protesta da parte degli attori del mondo del calcio sulla scelta di non prorogare la norma fino al 29 febbraio 2024, magari intavolando discussioni per apportare delle modifiche senza procedere con un taglio così netto. Nella serata di ieri, la stessa Lega Serie A ha parlato di conseguenze gravi come minori ricavi e una perdita di competitività.

Soddisfazione invece per quanto deciso dal Governo da parte dell’Associazione Italiana Calciatori. «Finalmente dal 1° gennaio 2024 calciatori italiani e stranieri potranno competere sullo stesso piano; per questo, ringrazio chi nel governo e nelle forze politiche si è mostrato sensibile alle nostre istanze e alle sorti del calcio italiano, per tutelare lo sviluppo della filiera del nostro mondo e il futuro della Nazionale», ha detto il presidente Umberto Calcagno.