Nella giornata di ieri è iniziata a circolare l’indiscrezione che vedeva la UEFA vicina a eliminare il vincolo temporale di 12 anni per i ruoli di governance, come per esempio quello di presidente. Una possibilità che non ha raccolto però un consenso unanime con alcune Federazioni che hanno sollevato diversi dubbi a proposito, creando una spaccatura all’interno della Federcalcio europea.
L’attuale presidente Aleksander Ceferin ricopre la posizione di numero uno del massimo organo del calcio europeo dal 2016 e ha ottenuto il terzo mandato ad aprile scorso. Questo terminerà nel 2027 e per quell’anno è previsto, secondo le attuali norme, che si congedi definitivamente dalla UEFA dopo esserci entrato in seguito alle dimissioni di Michel Platini.
La proposta di eliminare il vincolo dei tre mandati, o comunque di dilatarlo ulteriormente, è arrivata in una riunione del Comitato Esecutivo prima del sorteggio degli Europei della scorsa settimana. Tale proposta, secondo alcuni esponenti delle Federazioni nazionali, rappresenterebbe un ritorno antidemocratico al passato, che lo stesso Ceferin ha tentato di evitare negli ultimi anni, anche con delle norme che ostacolavano gli interessi personali. Fu proprio l’ex presidente della Federcalcio slovena a fissare un limite di tre mandati per tutte le nomine esecutive, come parte delle ampie riforme di governance del suo primo Congresso.
Come riporta il quotidiano inglese The Indipendent, il fronte dei contrari a questo cambiamento sarebbe capeggiato da David Gill, vicepresidente della Football Association, e avrebbe identificato in Razvan Burleanu, presidente della Federcalcio romena, il miglior candidato per succedere a Ceferin nel 2027. Lo stesso Burleanu sta guadagnando pian piano più sostegno, sfruttando anche il malumore di diversi esponenti delle Federazioni nazionali, dopo la scelta di Ceferin di provare a modificare lo statuto UEFA. Burleanu è stato eletto membro del Consiglio FIFA nell’aprile 2021.
Una mossa analoga è stata adottata dalla FIFA con Gianni Infantino che si è visto abbuonare il suo primo mandato, incompleto per il fatto di aver preso le redini del massimo organo del calcio mondiale dopo l’epoca Blatter. Fu eletto nel 2016 e rimase in carica fino al 2019, quando fu rieletto per la seconda volta e anche nel 2023 fu incaricato di un terzo mandato fino al 2027. I tre anni che rappresentano la coda del mandato di Blatter non sono stati considerati nel conteggio della presidente Infantino, che ora può allungare di un altro mandato il suo ruolo di presidente della FIFA.
Ceferin spera di replicare, anche se non nella forma ma nella sostanza, la stessa situazione e di ratificare il tutto al Congresso UEFA di febbraio a Parigi, dove la proposta sarà votata. Per essere reso valido l’aggiornamento, servirà una maggioranza di almeno 28 rappresentanti sui 55 rappresentati dei paesi membri.
Ceferin, dopo aver visto il suo consenso crescere a dismisura dopo la questione Superlega, ha instillato nelle altre federazioni il sospetto che sia stato garantito più potere ai grandi club per scongiurare un’altra offensiva di quest’ultimi per quanto riguarda una nuova fuoriuscita dal sistema UEFA. Inoltre, ci sono state anche critiche interne che hanno messo nel mirino la sua scarsa visione complessiva, nonché mancanza di strategia o lungimiranza sulle grandi questioni del calcio moderno, come per esempio la multiproprietà o l’entrata in scena dirompente della Saudi Pro League e dei suoi proprietari multimiliardari.