Il presidente della Juventus Gianluca Ferrero ha risposto alle domande poste da alcuni azionisti durante l’assemblea dei soci del club bianconero in corso di svolgimento a Torino. Ferrero ha parlato – tra i vari argomenti – del contratto di sponsorizzazione con Jeep (la cui scadenza è fissata per il 30 giugno 2024) e dell’ipotesi di delisting della Juventus.
«All’atto della nostra nomina avevamo detto che avremmo cercato di difendere la società in tutte le sedi con rigore e pacatezza – ha dichiarato Ferrero -. A me hanno insegnato che le sentenze si rispettano. Io sono stato nominato a gennaio e qualche giorno dopo mi hanno detto che c’è un processo, al quale chiedo di partecipare. Entro che rischiavo una multa ed esco con 15 punti di penalizzazione. Quello è un Tribunale sportivo, dal quale ho accettato di essere giudicato. Ci difendiamo, certo, ma nelle sedi competenti, di fronte al Collegio di Garanzia del Coni. Assoldo i migliori avvocati e combattiamo, portando a delle assoluzioni e poi un -10. I processi poi si esauriscono, anche se ci si può inventare mille processi ad avere soldi e tempo, ma arrivati all’ultimo grado non era possibile andare. Le sentenze si rispettano e l’abbiamo rispettata».
Il presidente bianconero ha voluto poi affrontare il tema patteggiamento con la Procura FIGC relativa alla manovra stipendi:: «Potete dirmi che ho calato le braghe, ma abbiamo pagato 700mila euro e abbiamo chiuso la partita. Per quanto riguarda la UEFA, abbiamo rischiato due anni di esclusione dalle coppe e non avremmo mai potuto permettercelo. Questo è quello che abbiamo inteso fare con serietà e nelle sedi competenti. Oggi il risultato è che la squadra c’è, è seconda e siamo sicuri che il prossimo anno tornerà a giocare le coppe».
È stato toccato anche il tema Superlega, a cui Ferrero ha voluto così rispondere: «Abbiamo espresso le nostre posizioni in precedenza. La Juventus è uscita dal progetto, in realtà era un contratto che poco dopo che è stato firmato ha visto l’uscita dell’80% delle squadre. Una società non era neanche mai entrata, mi pare fosse l’Inter. Semplicemente la Juve ha fatto quello che hanno fatto anche le altre squadre, ha mandato una richiesta di recedere. In vista del 21 dicembre (decisione Commissione Europea, ndr) la Juventus prenderà atto delle decisioni e dopo un attento esame anche di questa sentenza vedremo quali saranno gli effetti e li valuteremo».
«Rapporti con procuratore Chinè? Lui può avviare le indagini come prevede il suo ruolo. La società ha sempre rappresentato a quest’organo le proprie ragioni, avendo un rapporto di interlocuzione costante. Possiamo solo rispettare le autorità e dialogare con loro. Fagioli e Pogba? Siamo molto dispiaciuti per quello che è successo ai nostri calciatori. Su Fagioli confermiamo che lo supportiamo nel suo percorso e gli offriamo il sostegno di cui ha bisogno, il rinnovo va in questa direzione. Su Pogba rimaniamo in attesa del processo, per capire gli sviluppi del procedimento».
Un’ultima battuta del presidente Ferrero è arrivata sulle voci che vedono la proprietà del club valutare il delisting, il percorso che toglierebbe il titolo Juventus dalla Borsa italiana: «Non risulta che la controllante abbia avviato analisi in proposito. Qualora notizie in merito dovessero essere immaginate, saranno comunicate a dovere».