Cambia la prospettiva da cui guardare i nuovi dati dell’Osservatorio di Aie, Associazione italiana editori, sui consumi culturali di Milano: i numeri non riguardano solo la lettura, ma anche gli altri consumi culturali come ad esempio gli spettacoli; inoltre non si basano sulle «dichiarazioni» degli intervistati per l’indagine, ma, novità di quest’anno, registrano «vendite e accessi» documentati.
Così, l’Osservatorio a cura dell’Ufficio Studi di Aie, in collaborazione con Siae e Pepe Research, realizzato anche quest’anno per BookCity Milano (13-19 novembre), fornisce dati economici concreti: nel 2022 l’industria culturale nella città di Milano valeva oltre 368,2 milioni di euro in spettacoli culturali, eventi e acquisto di libri; se si includono gli eventi sportivi, si arriva a 549,4 milioni di euro.
Spese culturali Milano – Il calcio vola oltre i 100 milioni di euro
Nello specifico, in cima alla spesa dei milanesi ci sono i libri di narrativa e saggistica nei canali trade (librerie fisiche e online e grande distribuzione), che valevano nel 2022 oltre 167,2 milioni di euro, seguiti dal calcio (biglietti e abbonamenti) al secondo posto con 104,4 milioni. A breve distanza seguono i concerti pop, rock e di musica leggera con 102 milioni. Più distanziate – scrive Il Corriere della Sera – le altre voci:
- discoteche (oltre 51 milioni)
- mostre (oltre 27,4 milioni)
- teatro lirico (21,2 milioni)
- teatro (18,4 milioni)
- cinema (17,5 milioni)
- teatro di rivista e musical (11,8 milioni)
- balletto (4,7 milioni)
- classica (4,6 milioni);
Sono esclusi dal conteggio gli ingressi ai musei, la spesa in acquisto di musica e cinema registrato e i videogiochi. A Milano è concentrato il 12% della spesa nazionale in consumi culturali, nonostante in proporzione vi abiti il 2,3% della popolazione italiana.
«Quando affermiamo che Milano è capitale dello spettacolo, dell’editoria, della musica o della lettura, lo facciamo con la consapevolezza non solo di questi numeri, che sono quelli del consumo culturale a pagamento, ma di altri ancora, che non sono compresi in questo studio perché, ad esempio, si tratta di spettacoli a ingresso gratuito o ingressi ai musei», ha commentato Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Milano, che ha partecipato alla presentazione della ricerca.