Da YouTube a DAZN: tutti i player in corsa per i diritti della Premier League

Anche in Inghilterra si lavora all’assegnazione dei diritti televisivi per i prossimi quattro anni: ecco chi si potrebbe sfidare per le 270 gare stagionali.

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(Foto: Justin Setterfield/Getty Images)

Meno di una settimana dopo che la Ligue de Football Professional (LFP) ha dovuto affrontare le mancate offerte dei broadcaster nell’asta per i diritti di trasmissione della Ligue 1 in Francia, la Serie A ha siglato un nuovo accordo con Sky e DAZN per il ciclo 2024-2029. Un’intesa che garantisce per i prossimi cinque anni una base di 900 milioni di euro a stagione ai club del massimo campionato e che potrebbe essere rivista al rialzo grazie a un meccanismo di “revenue sharing”, con la speranza di arrivare a un miliardo.

A queste due “partite” ha guardato con interesse anche la Premier League inglese, che recentemente ha dato il via al processo di vendita dei diritti nazionali su un periodo di quattro anni, a partire dalla stagione 2025/26 e fino al termine della stagione 2028/29. Si tratterà di un test molto importante per il massimo campionato di calcio inglese.

La Premier, di fatti, non sonda il mercato ormai dal 2018 (due anni prima dell’esplosione dell’emergenza Covid), quando furono assegnati i diritti del ciclo 2019-2022. I contratti attuali, quelli 2022-2025, sono infatti un’estensione di quelli del ciclo precedente, un accordo con le televisioni legato alla delicata situazione dell’epidemia Coronavirus.

Certo, i broadcaster accettarono di mantenere invariate le condizioni degli accordi precedenti, un segnale che la Premier League in tv funziona e rimane il campionato “da battere”. Per il prossimo ciclo sono tuttavia previste delle novità: innanzitutto la durata delle intese, che sarà quadriennale, e in secondo luogo il fatto che aumenterà il numero di partite trasmesse (da 200 a 270, su un totale di 380 disponibili).

Fatte le dovute premesse, chi si contenderà i diritti del campionato nazionale più ricco al mondo? Attualmente la Premier è trasmessa nel Regno Unito da Sky Sports (128 partite a stagione), da BT Sport (52 partite a stagione) e da Amazon Prime Video (20 partite a stagione, distribuite su due turni di campionato completi, Boxing Day compreso).

Per il prossimo ciclo, secondo quanto riportato da The Athletic, ci si aspetta che Sky rimanga l’emittente dominante nel Regno Unito, mentre TNT Sports (la vecchia BT Sports, conosciuta ora con questo nome) ha intenzione di rimanere uno dei partner del campionato. Il pacchetto da 20 partite che in precedenza era nelle mani di Amazon non è stato più messo in vendita, motivo per cui sarebbe sorprendente vedere il colosso statunitense competere con i principali broadcaster per pacchetti più costosi.

Tra i potenziali investitori interessati, ci si aspetta che DAZN cerchi di entrare nel mercato con un’offerta (la piattaforma di sport in streaming è interessata anche alla Ligue 1), ma non va sottovalutata l’ipotesi che nuovi player decidano di mettersi in gioco. Tra questi ci sarebbero Apple (che è entrata nel mondo dei diritti del calcio con la MLS) e YouTube, che potrebbe decidere di fare una mossa a sorpresa con la Premier League.