Chelsea, la Premier indaga sui trasferimenti di Willian ed Eto'o sotto la gestione Abramovich

L’ex proprietà del club avrebbe riconosciuto pagamenti paralleli ad almeno sei società offshore e ora i Blues rischiano una sanzione, che va dall’ammenda fino alla penalizzazione in classifica.

willian e eto'o
Willian e Samuel Eto'o ai tempi del Chelsea (Photo by Julian Finney/Getty Images)

L’indagine della Premier League sul Chelsea, che prende in esame gli anni della gestione di Roman Abramovich, si allarga e coinvolge anche i trasferimenti di Willian e Samuel Eto’o, avvenuti nell’agosto del 2013.

Entrambi i calciatori prevenivano dall’Anzhi Makhachkala, club russo fallito nel 2022, ma che in quegli anni rappresentava una vera e propria forza sul calciomercato internazionale, grazie alla potenza economica del magnate russo Sulejman Kerimov, che acquisisce il club nel 2011. Il nuovo proprietario si presenta con gli acquisti di Roberto Carlos, a febbraio 2011, che in estate viene seguito da Samuel Eto’o, prelevato dall’Inter per 25 milioni di euro. Nel febbraio 2013 ecco che arriva Willian dallo Shakhtar Donetsk per 35 milioni di euro, stabilendo così l’acquisto più oneroso per un club russo.

Chelsea indagine Premier League – Gli intrecci con l’Anzhi

Ma i giorni di glora dell’Anzhi stanno per terminare e nell’estate 2013 si procede con la cessione dei calciatori con gli ingaggi più alti presenti in rosa, fra cui Eto’o e Willian. Ed ecco che qui entra in scena il Chelsea che preleva Willian per 35 milioni di euro, stessa cifra riconosciuta in inverno allo Shakhtar Donetsk, mentre Eto’o viene acquistato a parametro zero.

Le indagini della Premier League, su segnalazione degli attuali proprietari del club che hanno avuto accesso ai libri contabili una volta finalizzato l’affare, vertono sull’esistenza di pagamenti paralleli a quelli legati al calciomercato e che condurrebbero a particolari “enti russi” molto vicini al governo di Mosca e alla sfera di interesse di Abramovich. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti tutti i pagamenti fatti dal Chelsea dal 2012 al 2019 e che sarebbero finiti in società offshore segrete.

Questi pagamenti “nascosti” sarebbero stati individuati durante il periodo di due dilligence (dove la società interessata a comprare l’altra ha accesso a tutta la documentazione economico-finanziaria di quella in vendita). Per evitare penalizzazioni a posteriori, il consorzio guidato da Todd Boehly e Clearlake Capital, ha segnalato il tutto alla UEFA, alla Football Association e alla Premier League.

A riguardo lo stesso Chelsea ha emesso una nota ufficale: «Queste accuse sono precedenti all’attuale proprietà del club. Riguardano entità presumibilmente controllate dall’ex proprietario del club e non si riferiscono a nessun individuo che sia attualmente nel club. Il gruppo di proprietà del Chelsea FC ha completato l’acquisto del club il 30 maggio 2022. Durante un approfondito processo di due diligence prima del completamento dell’acquisto, il gruppo di proprietà è venuto a conoscenza di rendiconti finanziari potenzialmente incompleti riguardanti transazioni storiche durante la precedente proprietà del club. Immediatamente dopo il completamento dell’acquisto, la nuova proprietà ha segnalato in modo attivo tali questioni a tutte le autorità di regolamentazione del calcio applicabili. In conformità con i principi fondamentali del gruppo di proprietà del club di piena conformità e trasparenza, il club ha assistito in modo attivo le autorità di regolamentazione applicabili nelle loro indagini e continuerà a farlo».

Chelsea indagine Premier League – La multa della UEFA e le possibili sanzioni

Le indiscrezioni parlano di pagamenti riconosciuti ad almeno sei società offshore per cifre che sommate dovrebbero aggirarsi poco al di sotto dei 10 milioni di euro e che sarebbero state rendicontate negli anni come spese finanziarie del club. In alcuni casi dietro le società offshore ci sarebbero collegamenti con personaggi del mondo del calcio, ma in altri non è stato possibile stabilirne la proprietà.

Nonostante le eventuali violazioni siano state commesse dalla vecchia proprietà, il Chelsea potrebbe essere punito, sia con ammende che con penalizzazioni, dalla Premier League. Il Chelsea ha già concordato un accordo da 10 milioni di euro con la UEFA per le violazioni in materia di Fair Play Finanziario. Anche qui il periodo di tali violazioni, che concernano rendicontazioni finanziarie incomplete, riguardano la vecchia proprietà del club inglese.

Ma le indagini della UEFA si riferivano solamente al 2018 e al 2019, mentre l’orizzonte temporale sotto esame della Premier League è ben più dilatato e prende tutta la gestione Abramovich, fra cui i pagamenti riconosciuti al padre del difensore danese, ora al Barcellona, Andreas Christensen. La Premier League, infine, per avere un quadro completo della vicenda potrebbe chiamare a testimoniare  l’ex presidente del Chelsea Bruce Buck e l’ex direttrice Marina Granovskaia, le due persone principali incaricate di gestire il club durante l’ultima parte della proprietà di Abramovich.