Chelsea, la Premier mette nel mirino i pagamenti offshore fatti sotto la gestione Abramovich

Dopo la condanna a una multa da 10 milioni di euro da parte della UEFA, la nuova proprietà dei Blues potrebbe pagare le azioni dell’ex patron anche per mano del massimo campionato inglese, che però non prevede la prescrizione.

Chelsea FC v FC Salzburg: Group E - UEFA Champions League
(Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

Settimana scorsa la UEFA ha multato il Chelsea per delle violazioni riguardante i regolamenti sulle licenze per club UEFA e sul fair play finanziario con periodo di riferimento tra il 2012 e il 2019. A segnalarlo agli organi di controllo europei è stata la stessa società inglese che ha analizzato i conti dell’era Roman Abramovich.

Come riporta il quotidiano inglese The Times, ora anche la Premier League ha aperto una indagine, sempre su segnalazione degli attuali dirigenti dei Blues, che mette nel mirino alcune transazioni irregolari con delle verifiche che sarebbero ancora in corso.

Il Chelsea ha già concordato con la UEFA una multa di 10 milioni di euro per le violazioni delle regole del Financial Fair Play (FFP). Il massimo organo del calcio europeo ha affermato che la multa riguardava «casi di rendicontazione finanziaria potenzialmente incompleta sotto la precedente proprietà del club».

Secondo indiscrezioni, nel corso dei controlli sarebbero stati individuati pagamenti a circa sei società offshore, che si ritiene siano stati collegati al trasferimento di giocatori. I pagamenti, che ammontano a cifre a sei zeri, sembrano non essere stati registrati come parte della rendicontazione finanziaria annuale del club a FA, Premier League e della UEFA.

Alcune delle società offshore sono state ricondotte ad agenti e intermediari, anche se al momento le indagini non hanno fatto chiarezza su chi si celi dietro a queste realtà. Ma il tutto porterebbe alla Russia, paese di origine dell’ex patron del Chelsea Abramovich. Fra le transazioni incriminate anche quella versata al padre del difensore danese Andreas Christensen nell’operazione che lo portò nel 2012 a Stamford Bridge dal Brondby.

I documenti di Football Leaks, pubblicati dal quotidiano danese Politiken nel 2018, hanno mostrato come il Chelsea abbia ingaggiato Sten Christensen, padre di Andreas, come scout il giorno in cui hanno ingaggiato il difensore e lo hanno pagato 763.120 euro in quattro anni mentre era ancora il preparatore dei portieri dello stesso Brondby.

Essendo sotto indagine il periodo in cui Abramovich era proprietario del club, l’indagine della Premier League potrebbe veder coinvolte, anche solo come persone informate sui fatti, l’ex presidente del Chelsea Bruce Buck e Marina Granovskaia, le due persone principali incaricate di gestire il club durante l’ultima parte della proprietà di magnate russo.

Già nel giugno del 2022, quando Todd Boehly e il fondo Clearlake Capital finalizzarono l’acquisto del Chelsea, i nuovi proprietari trattennero dal prezzo concordato più di 100 milioni di euro come “assicurazione” per eventuali passività relative alla gestione Abramovich che sarebbero poi ricadute sulla nuova proprietà.

La UEFA, per stabilire la violazione e la conseguente multa, ha considerato i bilanci del Chelsea solamente a partire dal 2018, essendo quelli più vecchi di cinque anni ormai finiti in prescrizione per qualsiasi altra violazione. La prescrizione, però, non è prevista dal regolamento interno della Premier League che ora potrà passare al setaccio tutta la gestione Abramovich, in un caso che ricorda quello che vede al centro di indagini anche la gestione degli sceicchi per quanto riguarda il Manchester City.