Gravina: «Con me la FIGC più efficiente da quando esiste la Federazione»

Il presidente della Federcalcio italiana si difende: «Dopo 60 anni abbiamo vinto un Europeo. Le riforme? Ci sono componenti che non vogliono modificare lo status quo».

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Gabriele Gravina (Foto: Claudio Villa/Getty Images)

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è finito nel mirino nuovamente della politica dopo il caso scommesse che ha visto coinvolti Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo. Il numero uno della Federcalcio è stato al centro del dibattito pubblico anche per le mancate qualificazioni dell’Italia alle ultime due edizioni dei Mondiali.

In difesa dello stesso Gravina è prima intervenuto il ministro per lo Sport e per i Giovani Andrea Abodi e ora tocca al diretto interessato: «In questi ultimi cinque anni questa federazione è stata la più efficiente da quando esiste la FIGC, senza offendere i predecessori – ha dichiarato il presidente della FIGC uscendo dalla Giunta Nazionale del Coni -. Sento parlare di mancanza di risultati, evidentemente amiamo ricordare solo un aspetto negativo. Io accetto le critiche perché ci fanno crescere, ma devono essere leali. Dopo 60 anni abbiamo vinto un Europeo, dopo 20 un campionato d’Europa Under 19, secondi al Mondiale Under 20, campioni d’Europa nel beach soccer, abbiamo centrato il terzo posto alla Nations League, ottenuto l’assegnazione di Euro 2032».

«Nel 2020 abbiamo combattuto per salvare il calcio italiano post pandemia, abbiamo anche ottenuto il risultato di imbattibilità con 37 partite utili consecutive – ha aggiunto -. Dov’è la mancanza di risultati? Nella progettualità? Perché non andate a vedere i progetti sociali, cosa facciamo nelle scuole. Siamo gli unici che hanno una divisione paralimpica e sperimentale. Io devo difendere il mondo del calcio, il mondo della federazione e dei miei collaboratori».

«Il calcio ha dei problemi, ma è anche la cartina tornasole di questo paese – ha continuato Gravina -. Non ghettizziamo il calcio come unico soggetto negativo di questo paese. Anche qui si può fare un elenco completo. Si parla di calcio scommesse, ma diciamo come stanno le cose, non c’è un’alterazione di risultato. Poi, l’indebitamento. Certo non è un frutto nostro, ma abbiamo degli indicatori che abbiamo preteso come forma di rispetto. Se ci sono poi leggi dello stato che permettono il rinvio delle coperture delle perdite per 5 anni e questo ammonta a una indebitamento fortissimo in capo alle società, ma perché io non devo far rispettare le leggi. Spiegatemelo. Si parla di diritti ed è stato risolto. Si parla di doping, c’è stato un caso, quando poi in altre federazioni e sport si parla di doping ad altri livelli. Non mettiamo tutti insieme questi elementi per pensare di costruire un attacco alla persona. Io accetto tutte le critiche, ma bisogna portare rispetto».

Gravina ha poi concluso: «L’unico che ha presentato progetti di riforme dal 2012 a oggi sono stato io. Fin quando nel nostro statuto federale esisterà la famosa clausola dell’intesa con le componenti non mi parlate più di riforme. È un fatto più di volontà che non dipende da me. Andiamo a vedere i soggetti e guarda caso i soggetti che invocano il percorso delle riforme, poi non accettano di modificare lo status quo. In tutto questo poi i contatti esterni con la politica italiana credo non facciano bene al calcio e alle componenti di questi soggetti».