Creditori contro Zhang, l’Inter: «Validi motivi per vincere la causa»

L’aggiornamento del club nerazzurro sulla causa che vede protagonista il numero uno della società.

Zhang
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Steven Zhang (Photo by LARS BARON/POOL/AFP via Getty Images)

Continua lo scontro legale tra China Construction Bank Asia e Steven Zhang, dopo che presidente dell’Inter non ha ripagato un debito da oltre 300 milioni nei confronti della banca asiatica Oltre alle cause a Hong Kong e quella negli USA, infatti, come emerso nei mesi scorsi è in corso anche una causa al Tribunale di Milano, con cui i creditori in particolare chiedono che venga cancellata la delibera con cui l’Inter ha dato l’ok a non versare uno stipendio a Zhang come presidente del club. La China Construction Bank Asia vorrebbe rifarsi sugli asset italiani di Zhang anche perché, in base alle stime dell’accusa, lo stipendio dovrebbe essere pari a 914mila euro annui.

Secondo l’accusa, «l’Inter ha rinunciato al compenso dovuto a Zhang, che ai sensi della legge italiana costituisce un atto gratuito avente valore economico che incide sugli interessi patrimoniali di Zhang e sulla sua capacità di soddisfare il debito nei confronti della CCBA. Inoltre, Zhang avrebbe condotto i suoi affari finanziari in modo tale che pochi beni fossero posseduti direttamente a suo nome, nonostante le sue ostentate manifestazioni di ricchezza, al fine di ostacolare i suoi creditori».

«Nel procedimento italiano, la CCBA cercherà di soddisfare la sentenza di Hong Kong contro Zhang, in particolare prendendo di mira i suoi beni all’interno dell’Italia che saranno identificati, come i debiti che gli sono dovuti dall’Inter o le partecipazioni nell’Inter».

Il club nerazzurro, nel bilancio al 30 giugno 2023, ha fornito un aggiornamento sulla vicenda: «In data 7 luglio 2022, la Capogruppo ha ricevuto un atto di citazione da parte di China Construction Bank (Asia) Corporation Limited (“CCB”), con il quale CCB ha promosso presso il Tribunale Civile di Milano un’azione revocatoria contro la delibera assembleare del 18 febbraio 2019 della Capogruppo, in materia di emolumenti degli Amministratori, nel contesto di più ampie azioni di tutela dei propri interessi economici in Cina», spiega l’Inter.

«La Capogruppo, in quanto soggetto coinvolto nell’azione promossa da CCB, intende provvedere a dare mandato ai propri legali di svolgere un’analisi approfondita del caso e della giurisprudenza in materia di revocatoria ordinaria e tutelare le proprie ragioni nella causa intentata da CCB, la cui prima udienza, inizialmente fissata per il 14 novembre 2022, è stata differita al mese di aprile 2023».

»Successivamente, con ordinanza del tribunale datata 8 maggio 2023, il Giudice ha rinviato l’udienza al mese di settembre 2023 per la discussione in merito all’eventuale ammissione di mezzi istruttori. Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, la Società ritiene di avere validi motivi per ottenere il rigetto delle domande delle controparti», conclude il club nerazzurro.

Come appreso da Calcio e Finanza, lo scorso 20 settembre il giudice del tribunale di Milano Alima Zana si è riservata di decidere e il 13 ottobre scorso ha rinviato l’udienza per una precisazione sulle conclusioni al prossimo 10 aprile 2024.