Diritti tv, Cairo: «Giusto andare avanti con DAZN e Sky. Canale? Troppo rischioso»

Il presidente del Torino ha risposto a De Laurentiis: «Non credo che questo accordo porti alla morte del calcio italiano. Anzi potrebbe essere più importante di quello attuale grazie alla quota di revenue sharing. Ecco perché va combattuta la pirateria».

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Urbano Cairo (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

La Lega Serie A ha deciso, con 17 voti a favore, di assegnare i diritti tv domestici del massimo campionato italiano, per le prossime cinque stagioni, a DAZN e Sky, con la piattaforma streaming che continuerà ad avere tutte e 10 le partite della giornata, di cui 7 in esclusiva assoluta e tre in co-esclusiva con la tv satellitare.

Un accordo che trova il consenso del presidente del Torino, Urbano Cairo, che ha margine dell’assemblea ha commentato: «Sono contento dell’esito finale e della decisione presa dalla Lega, anche se i valori raggiunti non rispecchiano quello che ci aspettavamo. Però sicuramente credo che sia giusto dare continuità al rapporto con Sky e DAZN, che sta andando avanti da diversi anni».

Nell’accordo c’è anche una parte variabile che potrebbe arricchire l’offerta di DAZN: «Con DAZN si è concordato una certa partecipazione al traguardo di spettatori e fatturato, il cosiddetto revenue sharing, che garantirebbe un’altra entrata importante che permetterebbe di superare anche il valore raggiunto nell’ultimo triennio che è ancora in corso e si concluderà con questa stagione».

«Quella del canale era una suggestione ma rappresentava anche una strada rischiosa – ha commentato il presidente di RCS -. Non era facile da realizzare. La storia delle televisioni testimoniano la difficoltà di mantenere i conti in ordine creando una rete televisiva dal nulla. Bisogna capire bene i numeri e vedere se questa attività può stare in piedi da sola. Già la sola attività calcistica ha di per sé dei rischi. Aggiungere a questi un altro grosso rischio con delle incognite importati era per me un grave errore. Con Sky e DAZN continuiamo su una strada buona con delle ottime prospettive. Pirateria? È una delle tematiche da affrontare. Ci sono tante persone che non pagano un abbonamento e accedono ai contenuti. Questo pone un problema anche etico e morale verso gli utenti regolarmente iscritti a un servizio a pagamento. La pirateria va combattuta e abbattuta».

De Laurentiis ha sentenziato che questo accordo porterà alla morte del calcio italiano. Pensiero che Cairo rispetta, ma che assolutamente non condivide: «Io la penso diversamente da De Laurentiis e non penso che il calcio italiano muoia dopo questa decisione di affidare a Sky e DAZN i diritti tv per i prossimi cinque anni. Dobbiamo discutere sulle scelte che possono far crescere il sistema italiano. L’offerta, ripeto, non è quella a cui puntavamo. È anche inferiore rispetto a quella del triennio precedente, ma potrebbe essere più alta qualora la parte di revenue sharing fosse rispettata grazie a un incremento degli abbonamenti e per questo la lotta alla pirateria sarà importante. Per questi motivi penso che l’accordo non sia così negativo. De Laurentiis ha sempre un pensiero sulle cose che nasconde un aspetto visionario, ma questa volta non sono assolutamente d’accordo con lui e gliel’ho detto».

«Il canale di Lega in futuro? Abbiamo esaminato le ipotesi al momento sul tavolo, analizzando il progetto e la prospettiva che ci offriva – ha concluso -. Rimango dell’idea che sia un progetto affascinante, ma bisogna stare attenti a non aggiungere complessità, e cose difficilmente gestibili, a una azienda come il calcio che ha già al suo interno un grande fattore di rischio per la sua imprevedibilità e difficoltà. E sommare questo rischio esistente a uno legato a un nuovo progetto secondo me era una cosa da non fare».