La Lega contro Gravina: «Guadagna più di Meloni, dimostri di meritare l’autonomia»

Il partito di Matteo Salvini torna all’attacco del presidente della FIGC dopo il caso scommesse.

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Gabriele Gravina (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Non si ferma lo scontro tra la Lega di Salvini e il presidente della FIGC Gabriele Gravina, in un un botta e risposta continuo dopo il caso scommesse. Il partito infatti aveva messo nel mirino il numero uno federale, chiedendone le dimissioni in un comunicato visto quello che sta accadendo riguardo a «scommesse, doping, fallimenti sportivi, problemi infrastrutturali e televisivi, crisi economiche».

Parole a cui Gravina aveva replicato rivendicando «l’autonomia dello sport» dalla politica (come aveva fatto in sua difesa anche il numero uno del Coni Malagò) e sottolineando che «bisogna sapere bene le cose per non rischiare di fare un danno al nostro Paese, non solo al calcio».

Come riporta la Gazzetta dello Sport, tuttavia, ieri è arrivata una nuova frecciata da parte del senatore Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura e Sport di Palazzo Madama. «Il presidente Gravina dimostri nei fatti di meritarsi l’autonomia, visto che tutto sembra paralizzato: per esempio, perché non ha ancora riformato i campionati? Anziché offendersi per le critiche, prenda atto della situazione drammatica ricordandosi che guadagna più del Presidente del Consiglio. Un aspetto, questo, che chiariremo con una interrogazione: è vero che ha proposto lui stesso di aumentare il proprio stipendio che si somma a quello percepito dall’Uefa?».

Una frecciata che sembra tuttavia fuori target, spiega il quotidiano, anche perché per pagare i dipendenti (dal presidente all’ultimo dei collaboratori) vengono usati i soldi derivanti dai ricavi commerciali e non i soldi pubblici, senza considerare che Gravina ha uno stipendio  in linea con le maggiori federazioni calcistiche europee.

Inoltre, in Parlamento c’è anche chi lo difende. «Sulle scommesse ci affidiamo al lavoro degli organi competenti, sperando chiaramente che sia fatta piena luce su quanto accaduto. Io credo però che non si possa e non si debba gettare fango sull’intero mondo sportivo o calcistico. E il lavoro del presidente Gravina penso debba essere esaminato con maggiore serenità. Questo è un momento delicato che la Federcalcio sta gestendo con la giusta competenza e senza isterie», ha spiegato Vincenzo Serraiocco, dirigente nazionale Udc con delega allo Sport.