Doping, Pogba lavora sulla difesa: valuta anche l’opzione TAS

Il centrocampista della Juventus rischia fino a quattro anni di squalifica: tra le opzioni c’è anche quella di ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport.

Pogba risultato controanalisi
Paul Pogba (Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)

Non solo il caso legato al Papu Gomez, in Serie A in termini di positività al doping resta sullo sfondo (ma nemmeno troppo) anche quello legato a Paul Pogba. Il giocatore della Juventus, è stato trovato positivo al testosterone il 11 settembre, in seguito a un controllo effettuato dopo la partita tra i bianconeri e l’Udinese il 20 agosto, anche se Pogba non aveva giocato in quella partita. Questo risultato ha portato alla sospensione immediata del giocatore, che ha successivamente richiesto delle controanalisi. Il 6 ottobre, l’esito delle controanalisi ha confermato la positività di Pogba al testosterone.

Al momento, come riporta la Gazzetta dello Sport, la Procura Nazionale Antidoping sta conducendo un’indagine che è quindi ancora corso. Gli esperti stanno esaminando le controanalisi, e verrà redatta una relazione tecnica per formulare l’accusa. È possibile che il procuratore richieda di ascoltare il giocatore e che Pogba stesso possa voler fornire la sua versione dei fatti. Tuttavia, finora non sono state inviate richieste né memorie difensive da parte di Pogba.

Il campione del mondo rischia una squalifica di quattro anni, che potrebbe essere ridotta a due anni se riuscisse a dimostrare la non intenzionalità dell’assunzione della sostanza proibita. Pogba potrebbe anche cercare un patteggiamento o cercare un’udienza unica direttamente presso il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, ma ciò richiederebbe l’approvazione di Nado Italia e dell’Agenzia Mondiale Antidoping, la WADA.