Il sindaco di San Donato: «Stadio? Milan ottimista, ma andiamoci piano»

Il primo cittadino del Comune dell’hinterland milanese ha aggiunto: «I vantaggi per la città sarebbero numerosi, ma dobbiamo valutare l’impatto sulla viabilità che un’opera così importante avrà».

Tempistiche stadio Milan

Il Milan e Gerry Cardinale hanno individuato l’area San Francesco di San Donato come il luogo ideale per costruire il nuovo stadio rossonero, con tutte le opere necessarie per rendere un’area a oggi abbandonata un vero polo attrattivo, legato allo sport e non solo, da vivere 365 giorni l’anno.

A confermare la volontà dei rossoneri di proseguire sulla strada che porta a San Donato è lo stesso proprietario del fondo RedBird, che dagli Stati Uniti ha confermato che il nuovo impianto del Milan sorgerà a San Donato. Più cauto è il sindaco del Comune dell’hinterland, che a 7 Gold giovedì sera ha fatto il punto della situazione, svelando anche qualche tempistica legata all’iter burocratico.

«Il Milan ci ha presentato una proposta di variante circa due settimane fa, adesso i nostri tecnici insieme ai consulenti approfondiranno lo studio di questo progetto e più avanti si vedrà quali saranno le ricadute positive o negative sul territorio – ha dichiarato il sindaco di San Donato, Francesco Squeri -. Non siamo gli unici protagonisti, perché dopo aver studiato il progetto si andrà a un accordo di programma con Regione Lombardia,  Città Metropolitana, Comune di Milano, Ente Parco Sud Agricolo, Autostrade e Ferrovie. Dopo questo lungo percorso che penso durerà circa due anni, si potranno tirare le somme e vedere se il progetto si potrà realizzare o meno».

Il primo contatto con il Milan: «Quasi non ci credevo. Io lo chiamo “uragano stadio” perché ci sono cose positive e altre negative, che dobbiamo approfondire e studiare, soprattutto per quanto riguarda la mobilità e la viabilità, aspetti molto importanti per non avere effetti troppo negativi per la cittadinanza. A San Donato si è creato il comitato “No stadio”, capisco le loro preoccupazioni e le rispetto, io sono il sindaco garante di tutti i cittadini, non solo di chi vuole lo stadio ma anche di chi non lo vuole, quindi questo studio porterà a un risultato che spero sia obiettivo e per il bene della città».

«Con il nuovo stadio la città di San Donato assumerebbe un’importanza elevatissima: una maggiore sicurezza, vantaggi a livello di turismo internazionale perché si creerebbe un volano importante. E poi vantaggi per i giovani che avrebbero un’opportunità in più, perché da quello che abbiamo visto il Milan vuole farne un luogo in cui non si va solo alla partita, ma frequentato tutto l’anno con piazza, ristorazione, si parla anche di un auditorium per la musica da 3000 posti. E poi indubbiamente vantaggi economici per gli oneri di costruzione ma anche perché tutti gli anni entrerebbero delle risorse che ci aiuterebbero a mantenere il livello di manutenzione della città ad un certo livello».

Le parole di Cardinale e la voglia del Milan di avere un nuovo stadio: «Le ho ascoltate anche io. Loro sono molto più ottimisti di noi. Noi abbiamo il dovere di essere più calmi e studiare bene il progetto perché ci sono degli aspetti che vanno approfonditi, soprattutto in tema di viabilità. Capisco la società Milan che corre avanti con entusiasmo, ma noi dobbiamo essere più tranquilli. La situazione San Siro? Non me l’aspettavo, lasciarsi scappare le due squadre di Milano per Milano non sarebbe una cosa positiva. So che a livello di amministrazione si sono creati due schieramenti, quello che non voleva il progetto poi ha preso il sopravvento. Adesso l’amministrazione di Milano si trova in difficoltà, e li capisco. Però è anche vero che due società private le puoi in qualche modo convincere? No. Indirizzare? No. Perché poi alla fine chi decidono sono loro. E tutto sommato le due società hanno superato la possibilità di giocare nello stesso stadio perché è chiaro che, se dividessero lo stadio, anche i ricavi sarebbero divisi a metà. Le due società stanno facendo i conti, e dicono ‘meglio avere uno stadio di proprietà per una sola squadra’. Poi magari rimarrà in piedi San Siro e ci andrà una squadra, so che si parla di Rozzano per l’Inter quindi siamo un po’ sullo stesso piano. Però non è detto che Milano non possa ancora avere lo stadio, non sono così convinto. Per me una delle due potrebbe rimanere, ma è solo una sensazione».

Lo stadio del Milan si farà a San Donato? «Non lo so, ci sono delle buone possibilità, penso sia una buona opportunità per San Donato e di questo sono convinto. Aspettiamo, lavoriamo e poi vediamo», ha concluso il sindaco.