L’impegno dei Berlusconi: niente cessione di Fininvest o Mediaset per 5 anni

Gli eredi  hanno chiesto l’esenzione relativamente alle quote delle quattro holding di Silvio cui fa capo il 61,2% di Fininvest, valutate 432 milioni.

Berlusconi investimenti
Eleonora, Barbara e Luigi Berlusconi (Foto: PIERO CRUCIATTI/AFP via Getty Images)

Unità e armonia: sono queste le chiavi alla base della gestione di Fininvest da parte della famiglia Berlusconi per almeno cinque anni. Questo è il periodo di lock-up fissato dai patti parasociali sottoscritti da Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Ed è anche il termine legale di permanenza nel controllo del gruppo che consente loro di non pagare le tasse di successione.

Gli eredi – scrive MF-Milano Finanza – hanno chiesto l’esenzione relativamente alle quote delle quattro holding di Silvio cui fa capo il 61,2% di Fininvest, valutate 432 milioni. Una richiesta che trova fondamento nella riforma del 1990 sulle successioni: per i trasferimenti ai discendenti di aziende o rami di esse, di quote sociali e di azioni, gli eredi non sono soggetti all’imposta di successione se proseguono l’esercizio dell’attività d’impresa o ne mantengono il controllo per non meno di cinque anni.

Da qui il lock-up, che blinda sostanzialmente l’assetto di controllo non solo della holding ma anche delle principali controllate Mfe (l’ex Mediaset) e di Mondadori, che per cinque anni non potranno quindi essere cedute, a pena del pagamento delle tasse di successione.

La blindatura di Fininvest verrà sancita ulteriormente nei prossimi giorni nelle assemblee straordinarie del Biscione e delle varie Holding Italiane per modificare gli statuti e calarvi dentro le disposizioni dei patti parasociali, comprese quelle sulla distribuzione di quote minime obbligatorie di dividendi. Resterà invece fuori dagli statuti l’accordo di lock-up e il patto tra Marina e Piersilvio che li lega a votare congiuntamente sulle varie delibere.